Il tema dell’obsolescenza programmata torna al centro del dibattito pubblico. Questa volta il punto di partenza sono i dispositivi della smart home che si basano sui servizi cloud per funzionare. Sempre più consumatori stanno sperimentando un paradosso tecnologico: oggetti ancora perfettamente funzionanti che perdono parte o tutte le loro funzioni quando i server vengono disattivati. Un esempio concreto riguarda i robot aspirapolvere Neato e i termostati Nest. Per quest’ultimi, però, una via alternativa sta prendendo forma grazie alla comunità open-source. Nel dettaglio, lo sviluppatore indipendente Cody Kociemba ha avviato un progetto con l’obiettivo di riportare online i dispositivi dismessi. L’iniziativa, ora pubblicata sul sito No Longer Evil, richiama nel nome l’ex motto aziendale di Google, “Don’t Be Evil”. Propone di offrire una seconda vita ai termostati attraverso un sistema libero e indipendente.
Ecco come continuare ad usare i termostati Nest più datati
La soluzione tecnica prevede l’installazione di un firmware alternativo. Si tratta di un bootloader e un kernel modificati che permettono ai dispositivi di connettersi a un nuovo server, gestito dal team di No Longer Evil. Quest’ultimo sostituisce quello ufficiale di Google. Una volta completata la procedura, gli utenti possono creare un account e accedere a un’interfaccia web. Questìultima, sotto forma di Progressive Web App (PWA), consente di controllare il termostato da qualsiasi dispositivo connesso. Tutto il progetto è gratuito e open-source, ma ancora nelle prime fasi di sviluppo. Dunque, con possibili bug e difficoltà di installazione che lo rendono poco accessibile agli utenti meno esperti.
Nonostante tali complessità, l’iniziativa rappresenta un segnale importante. La nascita di una piattaforma indipendente dimostra come la comunità tecnologica possa intervenire dove le aziende scelgono di non investire più. In tal modo si restituisce agli utenti un minimo di autonomia. Allo stesso tempo, il caso Nest evidenzia quanto la dipendenza dai servizi cloud renda i prodotti intelligenti vulnerabili a decisioni aziendali unilaterali. In un momento in cui la sostenibilità e la riduzione dei rifiuti elettronici sono priorità globali, la possibilità di prolungare la vita utile dei dispositivi assume un valore da non sottovalutare.
