Negli ultimi anni Samsung ha fatto passi avanti significativi nella progettazione di dispositivi più facili da riparare, con l’obiettivo di estendere la vita utile dei propri prodotti e ridurre i costi di manutenzione per gli utenti. Dopo aver migliorato il design interno dei Galaxy S25 — tra i più accessibili alla riparazione della serie — l’azienda coreana presenta ora due iniziative complementari che potrebbero ridefinire il concetto stesso di “assistenza post-vendita”: il Baro Service Pilot Program e un sistema di auto-riparazione dei display pieghevoli.
Baro Service Pilot Program: riparazioni veloci direttamente in negozio
Il nuovo Baro Service Pilot Program è un progetto pilota lanciato in Corea del Sud che mira a rendere la riparazione degli smartphone più rapida, trasparente e conveniente.
Invece di spedire i dispositivi a centri assistenza esterni, gli utenti possono portare il loro Galaxy direttamente in uno dei punti vendita autorizzati, dove la riparazione viene effettuata sul posto.
Attualmente attivo in quattro centri selezionati — Galleria Gwanggyo, Samsong, Sangdo e The Hyundai Seoul — il servizio copre le riparazioni più comuni, come la sostituzione del display o della batteria, che vengono completate nello stesso giorno. Per i casi più complessi, Samsung introduce anche la formula One Day Pickup, che prevede il ritiro del dispositivo, la riparazione in un centro tecnico vicino e il rientro nel negozio entro 24 o 48 ore. Un approccio che non solo riduce drasticamente i tempi di attesa, ma elimina anche il disagio di restare giorni senza smartphone. Il programma, inoltre, si estende a tablet, indossabili e piccoli elettrodomestici, con l’obiettivo di costruire un ecosistema di assistenza locale più efficiente e accessibile.
Il brevetto per l’auto-riparazione dei display pieghevoli
Parallelamente, Samsung guarda al futuro dei dispositivi foldable con una tecnologia che sembra uscita dalla fantascienza: un sistema di auto-riparazione dei display. Un nuovo brevetto rivela infatti un meccanismo in grado di rilevare microfratture sullo schermo e di attivare automaticamente un processo di riparazione interna. Il sistema utilizza una rete di fili microscopici integrata tra gli strati del pannello OLED. Quando viene individuato uno stress meccanico o una potenziale rottura, il circuito stimola microstrutture metalliche che sigillano l’area danneggiata, prevenendo la propagazione della crepa e preservando la funzionalità del display.
Questa “rete protettiva” agisce come un sistema immunitario dello schermo, capace di intervenire in tempo reale. A completare la protezione, ci sono scanalature e sigillanti progettati per bloccare l’ingresso di umidità e ossigeno, due elementi che possono compromettere lo strato OLED nel tempo.
