A quasi due anni dall’introduzione dello standard Qi2, la ricarica wireless magnetica non ha ancora trovato un’adozione diffusa tra i produttori. Con poche eccezioni, come i Google Pixel 10 con tecnologia Pixelsnap, la maggior parte dei marchi Android ha scelto di ignorare o limitare la funzione. In un recente video pubblicato da Nothing, l’azienda fondata da Carl Pei prova finalmente a spiegare i motivi dietro questa lentezza tecnologica.
Secondo il brand, il problema principale non è tanto di natura tecnica, quanto economica e burocratica. Lo standard Qi2 è aperto e disponibile per tutti i produttori, ma la configurazione magnetica di Apple MagSafe resta coperta da brevetti, obbligando i competitor a sviluppare sistemi alternativi compatibili, ma non identici. Ciò significa che i magneti interni dei dispositivi Android spesso non si allineano perfettamente alle bobine dei caricabatterie esistenti, riducendo così efficienza e velocità di ricarica.
Nothing e il futuro della ricarica magnetica Android
Lo sviluppo di un sistema magnetico proprietario comporta costi elevati, stimati da Nothing intorno ai 10 milioni di dollari tra progettazione, test e certificazioni. Una cifra che molte aziende preferiscono investire nel miglioramento della ricarica cablata ultra-rapida, che offre tempi di ricarica molto più brevi e risultati più prevedibili.
Non va poi dimenticato il lato ingegneristico. Nel senso che integrare magneti all’interno di corpi sempre più sottili e leggeri comporta sfide tecniche non trascurabili, soprattutto per mantenere stabilità termica e resistenza meccanica. Di conseguenza, molti produttori hanno scelto di rimandare l’adozione del Qi2 magnetico, aspettando che il mercato si stabilizzi e che la tecnologia diventi più conveniente.
Attualmente, oltre ai Pixel 10, solo pochi modelli Android offrono pieno supporto alla ricarica magnetica. Samsung, invece, ha integrato il Qi2 nella gamma Galaxy S25 e nei pieghevoli Z Flip7 e Z Fold7, ma con la compatibilità magnetica attiva solo tramite cover dedicate. Le indiscrezioni più recenti indicano però che la casa coreana introdurrà la ricarica magnetica nativa a partire dai Galaxy S26, segnando un possibile punto di svolta.
