Per Alexis Ohanian, co-fondatore di Reddit, il web sta attraversando la sua fase più buia. “Internet è pressoché morto”, ha dichiarato durante un intervento nel podcast TBPN, spiegando come la rete sia ormai sommersa da testi, immagini e post generati da algoritmi. Quella che per anni è stata considerata una teoria del complotto, la cosiddetta Dead Internet Theory, oggi sembra più reale che mai.
Dai post motivazionali su LinkedIn ai contenuti creati con ChatGPT e diffusi su Instagram o Pinterest, la maggior parte delle interazioni online appare sempre più artificiale. Gli utenti, invece di produrre nuove idee, consumano risposte generate da chatbot come ChatGPT, Gemini o Claude. I giovani, soprattutto, stanno abbandonando i motori di ricerca tradizionali in favore di risposte sintetiche offerte dalle AI.
Un nuovo Internet, fatto di persone vere
Il problema, secondo Ohanian, è che questi modelli linguistici si nutrono di contenuti creati dagli esseri umani. Ma se internet diventa un sistema dominato da materiale artificiale, la qualità del sapere collettivo inevitabilmente crolla. Secondo uno studio di Bloomberg, ciò rappresenta una minaccia concreta per lo sviluppo delle intelligenze artificiali stesse, destinate a “mangiarsi la coda”, riproducendo informazioni generate da altre macchine.
Eppure, non tutto è perduto. Il fondatore di Reddit crede che questa crisi possa trasformarsi in un punto di svolta. Ohanian immagina la nascita di un nuovo internet umano, dove autenticità e trasparenza tornino al centro. Le nuove piattaforme dovranno essere “verificabilmente umane”. Ovvero spazi in cui le persone reali possano riconnettersi attraverso conversazioni spontanee, come avviene oggi nelle chat private o nei piccoli gruppi.
Anche Sam Altman, CEO di OpenAI, condivide questa preoccupazione. Egli sostiene che entro tre anni la maggior parte degli account online potrebbe essere controllata da bot. Tuttavia, questa “morte di internet” potrebbe anche generare la sua rinascita. Forse la prossima evoluzione del web non sarà fatta di algoritmi, ma di persone. Una rete più piccola, più consapevole e finalmente più vera, dove l’uomo torna ad avere voce.
