
GrapheneOS
GrapheneOS, il sistema operativo alternativo ad Android celebre per le sue estreme misure di sicurezza e privacy, sta per vivere una svolta storica: dopo anni di esclusiva sui dispositivi Google Pixel, il progetto indipendente guidato da Daniel Micay collaborerà con un nuovo produttore Android per portare il sistema operativo su hardware non Google. Il lancio del primo smartphone compatibile è previsto nel corso del 2026.
Fine dell’esclusiva Pixel: una rivoluzione per la community
La notizia è stata confermata direttamente dal team di GrapheneOS attraverso una serie di interventi sui social network e su Reddit, dove gli sviluppatori hanno riconosciuto la frustrazione della community per la dipendenza dai Pixel. Per anni, questi dispositivi sono stati l’unica piattaforma in grado di garantire i livelli di sicurezza hardware richiesti dal progetto: aggiornamenti costanti, firmware verificabile, supporto per l’hardware key attestation e i moduli Titan M.
Tuttavia, le cose stanno cambiando. A partire da giugno 2025, GrapheneOS collabora con un importante produttore Android — il nome resta per ora segreto — con l’obiettivo di rendere disponibile il sistema operativo su una nuova generazione di smartphone, pensata sin dall’origine per essere compatibile con la filosofia open-source e “security-first” del progetto.
Secondo quanto emerso, i nuovi modelli avranno processori Snapdragon di fascia alta, scelti per le loro prestazioni superiori e per la gestione avanzata della sicurezza integrata nel SoC, un elemento chiave per rispettare gli standard di GrapheneOS.
Un approccio hardware orientato alla sicurezza
GrapheneOS è da sempre noto per le sue policy ferree in materia di sicurezza hardware. Ogni dispositivo supportato deve soddisfare requisiti precisi:
- componenti con verifica crittografica indipendente,
- aggiornamenti di sicurezza rapidi,
- firmware open o verificabile,
- assenza di backdoor a livello di modem o sensori.
Questa attenzione maniacale ha limitato finora la compatibilità ai soli Pixel, ma la nuova collaborazione cambierà radicalmente lo scenario. L’obiettivo dichiarato è quello di estendere la filosofia di GrapheneOS a un pubblico più vasto, senza tradire la sua identità: la priorità rimarrà la sicurezza, non la compatibilità universale. Il team ha chiarito che non si tratta di una “commercializzazione” del progetto, ma di una partnership tecnica: i dispositivi in questione saranno parte della lineup regolare del produttore, e gli utenti potranno installare GrapheneOS manualmente, come già accade oggi con i Pixel.
Non è da escludere, tuttavia, che in futuro vengano commercializzati modelli con GrapheneOS preinstallato, soluzione ideale per chi desidera un telefono sicuro e pronto all’uso senza passaggi tecnici.
Il supporto ai Pixel continuerà
Per quanto riguarda gli attuali utenti Pixel, il supporto continuerà regolarmente fino alla fine del ciclo di vita dei dispositivi già compatibili.
Il team ha inoltre confermato di essere al lavoro per portare GrapheneOS su Pixel 10, mentre il supporto per le generazioni successive — come Pixel 11 e oltre — resta incerto e dipenderà dalla qualità delle implementazioni di sicurezza adottate da Google nei nuovi modelli.
Questa possibile separazione non è del tutto sorprendente: negli ultimi mesi il progetto ha espresso critiche sempre più dure verso Google, accusando l’azienda di decisioni che, pur giustificate da motivi commerciali, comprometterebbero la sicurezza strutturale dell’ecosistema Android.
