Il rover Perseverance continua a regalare immagini straordinarie dalla superficie di Marte, e l’ultimo autoscatto inviato sulla Terra è qualcosa di davvero notevole. Dal suo arrivo sul pianeta rosso nel 2021, il robot a sei ruote della NASA ha percorso circa 42 chilometri, ma non mostra segni di rallentamento. Anzi, tra dati scientifici e una capacità quasi poetica di documentare il proprio viaggio, Perseverance resta uno degli strumenti più affascinanti mai spediti nello spazio.
La NASA ha pubblicato di recente alcuni aggiornamenti sulla missione. Il rover si trova ora in una zona chiamata Lac de Charmes, situata nel versante occidentale del cratere Jezero. Ed è proprio da lì che ha inviato il nuovo selfie, un’immagine che sembra semplice ma che in realtà nasconde un lavoro di precisione impressionante. Per comporre la foto finale, Perseverance ha utilizzato la camera Watson, posizionata all’estremità del suo braccio robotico, eseguendo 62 movimenti millimetrici nell’arco di circa un’ora. Il risultato? Ben 61 singole foto, poi assemblate dai tecnici a terra in un unico scatto panoramico. Non proprio la classica foto fatta al volo, insomma.
Una zona mai esplorata prima e rocce antiche quasi 4 miliardi di anni
La posizione attuale rappresenta il punto più a ovest mai raggiunto dalla missione, in un’area che è stata soprannominata Wild West. E non è solo una questione di chilometri: prima di fermarsi per il selfie, Perseverance ha completato un’operazione scientifica considerata fondamentale. Ha utilizzato il suo trapano per levigare l’affioramento roccioso Arethusa, preparandolo per le analisi.
I risultati sono stati parecchio interessanti. Le analisi chimiche condotte a distanza hanno rivelato che si tratta di rocce ignee antichissime, formatesi nel sottosuolo da materiale fuso milioni di anni prima della creazione dello stesso cratere Jezero. È il tipo di scoperta che aiuta a ricostruire la storia geologica di Marte con un livello di dettaglio che fino a pochi anni fa era impensabile.
Ma c’è un elemento ancora più spettacolare. Proprio in quest’area sono stati individuati frammenti di roccia colossali, grandi quanto grattacieli, che si ritiene siano stati scagliati in aria quasi 4 miliardi di anni fa a causa dell’impatto di un meteorite. Provare a immaginare la scena è qualcosa che fa girare la testa.
Una panoramica mozzafiato scolpita dal vento marziano
Oltre al selfie, la NASA ha voluto condividere un’altra ricostruzione fotografica di grande impatto. Si tratta di una panoramica catturata poco dopo con la Mastcam-Z, la fotocamera stereoscopica montata sulla testa del rover. L’area ripresa è nota come Arbot, e la ricostruzione è composta da 46 immagini che mostrano un paesaggio scolpito dal vento con strutture frastagliate e possibili intrusioni vulcaniche verticali.
