Nel silenzio del deserto del Texas, Blue Origin ha scritto un nuovo capitolo nella storia del turismo spaziale privato. Con la missione NS-36, la compagnia fondata da Jeff Bezos ha completato con successo il suo quindicesimo volo con equipaggio. Parliamo di sei turisti che hanno varcare la soglia dello spazio a bordo del razzo New Shepard. È stata un’esperienza breve ma intensa. In appena dieci minuti e ventuno secondi, l’equipaggio ha raggiunto un’altitudine di 107km. Ha superato la celebre linea di Kármán, confine simbolico che separa l’atmosfera terrestre dal vuoto cosmico.
L’operazione è andata come da manuale. Dopo il lancio, il primo stadio del razzo è rientrato con un atterraggio verticale perfettamente controllato. La capsula passeggeri invece, ha terminato la sua parabola toccando terra dolcemente, frenata da tre grandi paracadute. La missione ha dimostrato ancora una volta l’affidabilità del sistema riutilizzabile di Blue Origin, ormai punto di riferimento per i voli suborbitali a uso commerciale.
Space Nomads: l’equipaggio che ha realizzato il sogno di volare nello spazio
Il nome della missione, “Space Nomads”, è stato scelto dagli stessi sei partecipanti. Tra essi vi erano Jeff Elgin, manager e investitore; Danna Karagussova, imprenditrice dei media; Clint Kelly III, ingegnere e pioniere della robotica alla DARPA; Aaron Newman, fondatore di software; Vitalii Ostrovsky, investitore ucraino; e Will Lewis, CEO della biotech Insmed. Per Kelly, quello di oggi è stato un ritorno tra le stelle, dopo il suo primo viaggio a bordo del New Shepard nel 2022.
Durante il volo, i passeggeri hanno vissuto l’emozione dell’assenza di gravità, osservando la curvatura del pianeta e il buio profondo dello spazio. La capsula ha offerto pochi minuti di libertà totale. Un tempo comunque sufficiente per lasciare un segno indelebile in ognuno dei presenti.
Il New Shepard, operativo da 10 anni, è progettato per portare fino a sei persone oltre i 100km d’altitudine e rientrare in modo autonomo. Con 36 missioni all’attivo, di cui 15 con passeggeri, il razzo di BlueOrigin conferma la propria maturità tecnologica in un mercato sempre più competitivo. Accanto a Virgin Galactic, che propone voli simili a circa 600.000 euro per biglietto, Blue Origin si distingue così per l’approccio più riservato e per la sicurezza dei suoi lanci. La compagnia non ha mai rivelato il prezzo effettivo di un posto a bordo, ma continua ad attirare curiosi, investitori e pionieri pronti a sfidare la gravità.
