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Blue Origin da il via ad una nuova missione
Ma il vero centro della missione non è soltanto l’ingegneria del volo: sono gli esperimenti che viaggiano a bordo. Fra i progetti più curiosi figurano quelli degli studenti del programma TechRise, un’iniziativa NASA realizzata con Future Engineers. Quest’ultima consente alle scuole di portare in microgravità idee di ricerca nate sui banchi di laboratorio. Si va da studi sulla crescita delle piante al comportamento dei fluidi. Fino a possibili applicazioni mediche. Un contributo arriva anche dagli insegnanti coinvolti nel progetto “Teachers in Space”, che hanno preparato sensori per misurare radiazioni, rumore e parametri interni della capsula.
Il panorama scientifico non si ferma al mondo della didattica. Dal Carthage College parte un sistema in grado di misurare il propellente in assenza di gravità. Una tecnologia che potrebbe rivelarsi cruciale per la pianificazione di missioni interplanetarie. La collaborazione fra Teledyne e il Glenn Research Center della NASA porterà invece in volo una cella a combustibile sperimentale. Rivolgendo già l’attenzione a futuri viaggi lunari e marziani.
A completare, ci sono materiali innovativi, rivestimenti chimici messi alla prova da centinaia di sensori e un apparato di fluorescenza già testato sulla Stazione Spaziale Internazionale, ma mai prima d’ora su un razzo suborbitale.










