Dalla Corea del sud stanno cominciando ad arrivare nuove notizie che riguardano il prossimo pieghevole Samsung Galaxy Z Flip 8. Stando infatti a quanto riportato, l’azienda orientale avrebbe intenzione di equipaggiare il suo prossimo top di gamma con un processore Qualcomm, segnando un cambio di direzione rispetto all’attuale strategia basata sui processori Exynos. L’indiscrezione si lega al debutto del nuovo Snapdragon 8 Elite Gen 5, realizzato da TSMC con processo produttivo a 3 nanometri, ma in arrivo anche in una seconda variante prodotta direttamente da Samsung con la sua tecnologia a 2 nanometri GAA.
La casa sudcoreana avrebbe già fornito a Qualcomm i primi campioni del chip per la valutazione. Se i test confermassero l’affidabilità del processo produttivo, il via libera all’utilizzo di questa versione del processore su alcuni futuri top di gamma, tra cui i pieghevoli, sarebbe quasi scontato.
Un traguardo strategico per la divisione fonderie di Samsung
Per Samsung Foundry, che da tempo compete con TSMC sul fronte della produzione di semiconduttori avanzati, l’eventuale accordo rappresenterebbe un importante riconoscimento. I progressi sul nodo a 2 nanometri sembrano aver migliorato sensibilmente le rese produttive, al punto da permettere all’azienda di proporre nuovamente la propria tecnologia a partner esterni. Lo stesso processo verrà impiegato anche per il futuro Exynos 2600, il chip destinato alla serie Galaxy S26.
Se le voci trovassero conferma, l’attuale adozione dei SoC Exynos nei modelli Z Flip 7 e Z Flip 7 FE apparirebbe come una scelta temporanea. Con il prossimo Z Flip 8, infatti, Samsung potrebbe tornare a integrare un cuore Qualcomm, mantenendo una continuità tecnologica con i pieghevoli delle generazioni precedenti.
Una partnership limitata ma significativa: Samsung ha una strategia
La prospettiva delineata dai media coreani parla di una produzione minoritaria dello Snapdragon 8 Elite Gen 5 realizzata da Samsung, destinata principalmente ai pieghevoli e attesa per la seconda metà del 2026. La maggior parte dei volumi resterebbe comunque nelle mani di TSMC.
Per l’azienda sudcoreana, questa collaborazione rappresenterebbe una possibilità concreta per riaffermare la competitività della propria divisione chip dopo anni di difficoltà. Il successo del processo a 2 nm e del futuro Exynos 2600 potrebbe aprire la strada a nuove collaborazioni con Qualcomm, rafforzando la posizione di Samsung nel mercato globale dei semiconduttori.
