Tutti vogliono la propria fetta della torta dell’intelligenza artificiale, ma la realtà è che quella torta, oggi, appartiene sostanzialmente a due aziende: OpenAI e Anthropic. Un’analisi condotta sulle 34 imprese più rilevanti del mercato ha messo in fila i numeri, e quei numeri raccontano una storia piuttosto netta. Il settore dell’IA generativa nel suo complesso genera ricavi annualizzati per circa 71 miliardi di euro, qualcosa come 5,9 miliardi al mese. Rispetto a sei mesi fa, parliamo di una crescita del 112%, il che vuol dire che i fatturati sono più che raddoppiati in mezzo anno. Un dato impressionante, certo. Ma non è nemmeno il più significativo.
Perché il punto vero è un altro. Di quei 71 miliardi, l’89% finisce nelle casse di sole due società. OpenAI e Anthropic, appunto. Le altre 32 aziende si spartiscono quello che resta, praticamente le briciole. Quasi 9 euro su 10 generati dal comparto vanno a questi due nuovi colossi tecnologici, delineando un duopolio che ha pochi precedenti per velocità di consolidamento.
OpenAI e Anthropic: non tutto oro quel che luccica
Prima di farsi travolgere dall’entusiasmo, però, ci sono un paio di precisazioni importanti da fare. La prima riguarda il fatto che non tutti quei ricavi restano effettivamente ad Anthropic e OpenAI. Anthropic deve cedere una parte dei propri incassi sia ad Amazon che a Google, che rivendono i suoi servizi. OpenAI, dal canto suo, è vincolata a condividere il 20% dei ricavi con Microsoft fino al 2030, il che si traduce quest’anno in circa 5,3 miliardi di euro da girare al partner di Redmond.
La seconda questione è ancora più rilevante, e ha a che fare con un problema strutturale. Queste aziende continuano a spendere molto più di quanto incassano. OpenAI ha stimato una spesa complessiva di circa 535 miliardi di euro in capacità di calcolo da qui al 2030, e solo nel 2026 le perdite dovrebbero triplicare fino a raggiungere i 12,5 miliardi di euro. Per quanto i ricavi crescano in modo spettacolare, le uscite crescono ancora più velocemente. Per Anthropic non ci sono stime recenti sui costi, ma l’azienda ha proiettato un flusso di cassa di circa 15 miliardi di euro nel 2028. Non è la stessa cosa dei profitti, ma dà un’indicazione abbastanza chiara su quando potrebbe smettere di bruciare denaro. Se tutto va come previsto, ovviamente.
Le piccole crescono, ma le grandi scappano via
C’è anche chi, nel frattempo, sta ritagliandosi uno spazio interessante. Tre startup piuttosto note nel campo dell’IA hanno superato la soglia dei 445 milioni di euro di ricavi annuali da dicembre in poi, raggiungendo così Cursor, che aveva tagliato quel traguardo la scorsa estate. Si tratta di Perplexity, ElevenLabs e Cognition, tre realtà che dimostrano come ci sia spazio in un mercato che non smette di espandersi.
Eppure la distanza dalle due big resta abissale. Anthropic e OpenAI giocano un campionato a parte. Negli ultimi mesi, Anthropic ha compiuto un vero e proprio sorpasso su OpenAI in termini di valutazione di mercato. A febbraio i creatori di Claude erano valutati 338 miliardi di euro, ma il successo di Claude Code e dei modelli per uso aziendale ha fatto schizzare la quotazione. L’azienda starebbe pianificando una raccolta fondi di decine di miliardi di euro nel corso dell’estate, puntando a una valutazione vicina ai 890 miliardi.
Entrambe, poi, stanno preparando le rispettive quotazioni in borsa, con l’obiettivo di raccogliere ciascuna circa 53 miliardi di euro dagli investitori. Il risultato sarebbero capitalizzazioni di mercato nell’ordine dei mille miliardi di euro, una cifra che oggi è appannaggio di appena 13 aziende al mondo.
