Ogni giorno il nostro Pianeta viene colpito da flussi di particelle energetiche. Le quali vengono emesse direttamente dal Sole. Le quali sono in grado di danneggiare satelliti, disturbare le comunicazioni e mettere in pericolo gli astronauti. A tal proposito, la NASA, insieme a numerosi partner internazionali, si prepara a fare un passo decisivo. Al fine di comprendere meglio tale minaccia invisibile. Nello specifico, il 23 settembre, dalla costa della Florida, un Falcon 9 di SpaceX porterà in orbita tre strumenti scientifici di nuova generazione. Il protagonista della missione è IMAP, l’Interstellar Mapping and Acceleration Probe. Si tratta di una sonda che avrà il compito di studiare la heliosfera. Ovvero la gigantesca bolla di plasma e campi magnetici che circonda il sistema solare. Tale barriera naturale funziona come uno scudo contro i raggi cosmici. Ma la sua struttura e le modalità con cui interagisce con il mezzo interstellare sono ancora piene di misteri.
SpaceX: ecco come funziona la nuova sonda
IMAP sarà dotata di dieci sofisticati strumenti, frutto della collaborazione con ventisette istituti di ricerca distribuiti in diversi Paesi. Analizzerà i flussi del vento solare, intercetterà particelle interstellari e raccoglierà dati sulla polvere che attraversa i confini del sistema solare. Dalla sua posizione strategica, il punto di Lagrange 1, a un milione e mezzo di chilometri dalla Terra, la sonda sarà in grado di offrire un servizio prezioso: un anticipo di mezz’ora o un’ora sull’arrivo di tempeste solari dirette verso il nostro pianeta. Non si tratta di un dettaglio marginale. Ciò perché simili eventi potrebbero compromettere reti elettriche, sistemi di navigazione e, soprattutto, la sicurezza degli astronauti in viaggio verso la Luna con i programmi Artemis previsti per il 2026 e il 2027.
Accanto a IMAP viaggeranno altri due osservatori. Il primo, sviluppato dalla NOAA, è chiamato SWFO-L1 e avrà il compito di garantire un monitoraggio costante delle tempeste solari. Il secondo, il Carruthers Geocorona Observatory, esplorerà i limiti estremi dell’atmosfera terrestre.
