L’intelligenza artificiale è ormai entrata a far parte della vita di milioni di utenti. Non a caso, infatti, le aziende del settore tech hanno pian piano lavorato all’implementazione di tale soluzione in diversi strumenti che vengono utilizzati giornalmente. Quante volte vi sarà capitato di affidarvi all’AI per semplificare un lavoro o per risolvere un quesito? Sempre più persone trovano nell’intelligenza artificiale un punto di riferimento valido e dunque in grado di migliorare la produttività lavorativa e non. Vi siete mai chiesti, però, qual è l’impatto ambientale prodotto dall’intelligenza artificiale e da strumenti come Gemini o ChatGPT?
Un quesito a cui probabilmente non si pensa quasi mai ma che è inevitabilmente importante in un periodo storico come quello attuale in cui si punta a evitare il cambiamento climatico. A tal proposito, Google ha deciso di svelare alcuni importanti dettagli su un‘analisi effettuata e dunque utile al fine di rispondere a tale quesito e, in particolari, su Gemini. Scopriamo dunque maggiori informazioni in merito all’impatto ambientale ed energetico causato dall’AI di Google.
Gemini: Google svela l’impatto ambientale
Sono sempre di più coloro che considerano l’intelligenza artificiale un punto di riferimento valido per semplificare la routine e ottimizzare la produttività lavorativa. Nonostante ciò, probabilmente non capita mai di fermarsi un attimo a pensare al reale impatto che strumenti basati sull’intelligenza artificiale possono avere su energia e ambiente.
Entrata a far parte della quotidianità di milioni di utenti, l’AI viene utilizzata come soluzione pratica ed efficiente che consente a chiunque di risolvere dubbi di qualunque genere ma non solo. Nei giorni scorsi, Google ha deciso di pubblicare un’analisi relativa all’impatto energetico e ambientale della sua intelligenza artificiale che tutti conosciamo con il nome di Gemini.
Quel che viene sottolineato è che una sola richiesta testuale a Gemini consuma 0,24 wattora con u utilizzo di acqua pari 0,26 millilitri e circa 0,03 grammi di emissioni di anidride carbonica. Secondo quanto diffuso dall’azienda, dunque, nell’ultimo anno l’impatto energetico medio di un prompt ha segnato una riduzione di 33 volte e di 44 volte per quanto riguarda il carbonio.
