
Google Pixel 10 Pro Fold
La nuova serie Google Pixel 10 segna un passo avanti per il decennale della gamma, introducendo novità hardware e software che toccano anche un tema sempre discusso: batteria e ricarica. Accanto al supporto allo standard Qi2 e ai nuovi accessori PixelSnap, emergono tre aspetti fondamentali che gli utenti devono conoscere, tra nuove possibilità e limiti imposti da Google.
L’assistenza per l’integrità della batteria è obbligatoria
La prima novità riguarda la gestione della longevità delle batterie. Con il Pixel 9a, Google aveva introdotto l’Assistenza per l’integrità della batteria, funzione che riduce gradualmente la tensione e la velocità di ricarica dopo un certo numero di cicli, con l’obiettivo di prolungare la vita utile della cella. Sui Pixel 10 questa funzione non è più opzionale, ma diventa obbligatoria. Dopo 200 cicli di ricarica, il sistema inizia a regolare la tensione massima, continuando progressivamente fino a 1.000 cicli. In questo modo, le prestazioni vengono mantenute stabili, ma gli utenti potrebbero notare una lieve riduzione della velocità di ricarica.
La scelta di Google si lega a problematiche emerse su modelli precedenti, come i Pixel 4a e i Pixel 6a, che avevano registrato surriscaldamenti e cali di prestazioni della batteria. Con i sette anni di supporto software previsti per i nuovi modelli, la prudenza diventa un obbligo. Tuttavia, resta il confronto con altri produttori: Samsung dichiara fino a 2.000 cicli con l’80% di capacità residua, mentre OPPO e OnePlus arrivano a circa 1.600 cicli.
La seconda novità riguarda la ricarica rapida wireless. Tutti i Pixel 10 integrano magneti compatibili con lo standard Qi2, che migliora stabilità e dissipazione del calore. Tuttavia, solo il Pixel 10 Pro XL supporta la ricarica magnetica fino a 25 W tramite accessori PixelSnap. Gli altri modelli della gamma, inclusi Pixel 10, Pixel 10 Pro e Pixel 10 Pro Fold, si fermano a 15 W. Anche sul fronte cablato si notano differenze: il Pro XL arriva a 45 W, mentre gli altri restano a 30 W.
Google ha spiegato che queste limitazioni dipendono da fattori come raffreddamento interno e gestione termica. Il Pro XL dispone infatti di una camera di vapore per dissipare meglio il calore, mentre i modelli più compatti utilizzano sistemi tradizionali al grafene.
Un altro dettaglio è l’assenza della funzione Condividi batteria, presente dal Pixel 5 fino ai Pixel 9. La ricarica inversa wireless è stata rimossa a causa della nuova struttura magnetica necessaria per Qi2, che impedisce il funzionamento corretto della funzione.
Lo screensaver ottimizzato con PixelSnap
La terza novità riguarda l’esperienza d’uso quando i Pixel 10 vengono collegati al nuovo Caricabatterie PixelSnap. Il dispositivo riconosce automaticamente l’accessorio e propone l’attivazione del Salvaschermo di Android, recentemente aggiornato. Gli utenti possono scegliere tra diverse opzioni: controlli della smart home, meteo, orologio digitale o analogico e una selezione di sfondi. Si tratta di una funzione che trasforma il telefono in un piccolo hub informativo quando è in carica. Sul Pixel 10 Pro Fold il salvaschermo si adatta allo schermo interno aperto, mostrando i contenuti su un’area più ampia. Per gli altri modelli, Google ha previsto che funzioni simili vengano estese anche con i prossimi aggiornamenti di Android 16 QPR2.
