Un nuovo stratagemma criminale sta circolando in Italia e prende di mira utenti ignari con tecniche sempre più sofisticate. Il copione inizia con una chiamata anonima. Una voce femminile, che si presenta come Flora, finge problemi di linea e chiede di spostare la conversazione su WhatsApp. Frasi come “Non ti sento, chiamami su WhatsApp” servono solo ad attrarre la vittima su un terreno più controllabile dai truffatori. Una volta accettato l’invito, l’inganno cambia volto. Non c’è più una persona reale dall’altro lato, ma un bot programmato con estrema attenzione.
WhatsApp: i rischi dietro al falso sorriso di Flora
Attraverso giustificazioni credibili, come un presunto errore di numero, il bot costruisce una parvenza di fiducia. A supporto dell’inganno arrivano immagini di una giovane donna, generate dall’intelligenza artificiale, che rafforzano la sensazione di autenticità. La conversazione prosegue con toni amichevoli, poi arrivano inviti a spostarsi su un altro contatto e a condividere nuove foto. Il gioco serve a testare la disponibilità della vittima. Chi insiste o mostra diffidenza, vede subito interrompersi il dialogo. Un segnale chiaro della natura fraudolenta del contatto, ideato per colpire chi appare più vulnerabile.
Le finalità di questa operazione non sono ancora definite, ma gli esperti ipotizzano due direzioni principali. Da un lato la possibilità di truffe romantiche, con richieste di denaro dopo settimane di conversazioni manipolate. Dall’altro la raccolta di dati sensibili utili per future attività di phishing. In entrambi i casi il risultato resta pericoloso. Si rischiano perdite economiche, furto di identità o violazioni della privacy.
Il consiglio degli specialisti è semplice. Mai accettare di proseguire una chiamata sospetta su WhatsApp, mai inviare foto o informazioni personali. Bloccare subito il numero è la risposta più sicura. Questa vicenda dimostra come i criminali digitali stiano affinando tecniche sempre più ibride, capaci di unire voce, chat e immagini artificiali. La prudenza, ancora una volta, è l’unica difesa reale.
