Da settembre gli utenti italiani di Spotify Premium pagheranno un canone più alto. Il prezzo mensile dell’abbonamento individuale passerà da 10,99 a 11,99€. La comunicazione ufficiale è arrivata via mail a tutti i clienti, precisando che agosto sarà l’ultimo mese con la tariffa attuale. Tale aumento riguarda esclusivamente il piano individuale, mentre, per ora, gli altri pacchetti non subiscono variazioni.
Aumenti Spotify: le motivazioni ufficiali e le reazioni dei paganti
L’azienda non ha fornito spiegazioni dettagliate sulle ragioni di questo aumento. Si è limitata a dichiarare che i rincari sono necessari per sostenere investimenti e innovazioni. L’obiettivo resta quello di offrire agli abbonati un servizio di alta qualità, con aggiornamenti e miglioramenti costanti. Eppure la decisione appare in contrasto con le recenti parole del CEO Daniel Ek. Il quale, solo pochi mesi fa, aveva dichiarato di preferire la stabilità dei prezzi per favorire la fidelizzazione degli utenti.
Il contesto economico spiega in parte la scelta di Spotify. L’azienda ha da poco pubblicato risultati finanziari deludenti, inferiori alle previsioni. Nemmeno l’aumento degli abbonamenti su iOS, registrato dopo la vittoria legale contro Apple, è riuscito a colmare il divario tra le aspettative e gli incassi reali. Per questa ragione, la società ha avviato una politica di aumenti a livello internazionale, già sperimentata negli Stati Uniti e ora estesa anche ad alcuni mercati europei e latinoamericani.
Sui social e nei forum gli utenti si dividono. C’è chi considera accettabile spendere un euro in più per accedere a milioni di brani e podcast. Altri, invece, criticano aspramente l’azienda, soprattutto perché il servizio non offre ancora l’audio lossless, disponibile su concorrenti come Apple Music o Amazon Music. Alcuni abbonati sottolineano come il nuovo prezzo renda il servizio comparabile a YouTube Premium, spingendoli a valutare alternative. Il rischio per Spotify è di perdere una parte di clienti. Resta da vedere se ciò avverrà veramente o se le cose resteranno pressoché invariate.
