Sally Field oggi è un nome che non ha bisogno di presentazioni. Due premi Oscar, una carriera straordinaria, ruoli che hanno segnato la storia del cinema. Eppure, circa cinquant’anni fa, questa stessa attrice non riusciva nemmeno a mettere piede in una sala per sostenere un provino. Sembra assurdo, vero? E invece è andata proprio così. A salvarla da quella situazione fu nientemeno che Jack Nicholson, che la notò e decise di segnalarla alle persone giuste.
Il problema di Field era legato a un’etichetta che Hollywood le aveva appiccicato addosso dopo la sua partecipazione alla serie comica di ABC The Flying Nun, andata in onda nel 1967. L’industria l’aveva catalogata e, come spesso accade, non voleva più guardarla con occhi diversi. “Pensavano di sapere già cosa fossi. ‘No, grazie. Non vogliamo niente di tutto ciò'”, ha raccontato l’attrice in un’intervista rilasciata a People durante la promozione del suo nuovo film Bright Creatures, disponibile su Netflix dal 2026. Un trattamento che la stessa Field ha definito “deplorevole” e “ingiusto”.
Ma Sally Field non è il tipo che si arrende. Di fronte a porte che continuavano a chiudersi, prese una decisione: se il problema era la percezione che gli altri avevano di lei, allora doveva diventare così brava da rendere impossibile ignorarla. “Dovevo dirmi che se non ero dove volevo essere, dovevo migliorare”, ha spiegato. “Doveva essere una mia responsabilità cambiare le cose. Sentivo che se non l’avessi fatto, avrei consegnato tutto il potere a loro”.
L’Actors Studio, l’incontro con Nicholson e la svolta
Field si iscrisse all’Actors Studio di Lee Strasberg a Los Angeles. Ed è proprio lì che il destino mise sulla sua strada Jack Nicholson. L’attore frequentava le lezioni come professionista e, dopo aver visto Field lavorare e crescere in quella scuola, rimase colpito. La definì “un talento da scoprire” e la raccomandò al regista Bob Rafelson e alla direttrice di casting Dianne Crittenden.
Quella segnalazione funzionò. Rafelson e Crittenden scelsero Field per la commedia drammatica Stay Hungry, 1976. “Mi ero detta: ‘La mia fortuna cambierà quando sarò abbastanza brava’”, ha ricordato l’attrice. “E alla fine, in un modo strano, è successo perché recitavo tantissimo in quello studio”. La sua teoria si rivelò corretta. Jack Nicholson vide quel lavoro, ne parlò, e la voce si sparse.
Da quel momento la carriera di Sally Field prese una traiettoria completamente diversa. Nell’arco di cinque anni conquistò due Oscar come miglior attrice. Nel 2013 ottenne anche una nomination come miglior attrice non protagonista per Lincoln (2012).
Il ritorno sul grande schermo con Bright Creatures
Il suo ultimo lavoro è proprio Bright Creatures, un adattamento dell’omonimo romanzo di Shelby Van Pelt. La storia racconta l’improbabile amicizia tra una donna che lavora come custode notturna di un acquario e un giovane alla ricerca del proprio posto nel mondo. Il tutto con un polpo gigante che gioca un ruolo tutt’altro che secondario. Il film, diretto da Olivia Newman, vede nel cast anche Lewis Pullman e Colm Meaney, ed è uscito l’8 maggio 2026 con una durata di un’ora e 51 minuti.
