Nel sottosuolo terrestre si nasconde un mondo che ribalta ogni idea su come possa sostenersi la vita. Un team di ricercatori cinesi dell’Istituto di Geochimica di Guangzhou ha fatto una ricerca strabiliante. Ha dimostrato in laboratorio che la semplice fratturazione delle rocce può produrre un’inaspettata fonte di energia. Hanno ricreato le pressioni estreme che si sviluppano durante i movimenti tettonici. E così gli scienziati hanno scoperto che la rottura dei minerali libera una quantità di idrogeno fino a 100.000 volte superiore rispetto ai meccanismi naturali finora noti. Non si tratta solo di gas. La reazione tra le rocce e l’acqua ha generato anche perossido di idrogeno. Un ossidante fondamentale per il metabolismo microbico. In sostanza, si è creato un sistema energetico autonomo. Che è capace di sostenere forme di vita senza bisogno di luce solare.
Un passo avanti per cercare la vita dove non sorge il sole
Pubblicati su Science Advances, questi risultati aprono scenari completamente nuovi per lo studio della cosiddetta “biosfera profonda”. Microorganismi che vivono a chilometri dalla superficie, isolati da ogni fonte di luce, potrebbero essere alimentati unicamente da ciò che accade nel cuore della crosta terrestre. La frattura delle rocce, evento comune in aree sismiche e zone di faglia, sarebbe sufficiente a generare le condizioni chimiche necessarie alla sopravvivenza biologica. La scoperta aggiunge un tassello fondamentale alla comprensione di mondi profondi finora poco compresi, ma molto più dinamici di quanto si pensasse.
Finora si è cercata la vita nello spazio puntando lo sguardo verso stelle lontane, in cerca di luce e calore. Ma questa ricerca ci insegna che anche pianeti o lune apparentemente ostili, come Marte o la gelida Europa, satellite di Giove, potrebbero ospitare ambienti abitabili nel sottosuolo. La chiave potrebbe trovarsi non nell’atmosfera o nella superficie, ma nella geologia interna. I processi che avvengono sotto la crosta possono generare cicli chimici ricchi, con elementi come il ferro che oscillano tra stati ossidati e ridotti, fondamentali per sostenere reazioni biochimiche. Questo tipo di energia non dipende dal Sole: terremoti, movimenti tettonici o semplici fratture nelle rocce potrebbero essere la scintilla della vita in ambienti oscuri e remoti.
Gli esperimenti finora sono limitati a condizioni simulate. Il prossimo passo sarà verificare se lo stesso meccanismo avviene nelle reali profondità del nostro pianeta.
