TecnoAndroid
  • News
  • Android
  • Scienza e Tech
  • Recensioni
  • Gaming
  • Curiosità
  • IA
  • Motori
  • Offerte
  • Telco
  • TV
  • Contatti
TecnoAndroid
  • News
  • Android
  • Scienza e Tech
  • Recensioni
  • Gaming
  • Curiosità
  • IA
  • Motori
  • Offerte
  • Telco
  • TV
TecnoAndroid
TecnoAndroid
  • TecnoAndroid – News e Recensioni Tech
  • Recensioni
  • Scienza e Tecnologia
  • Curiosità
  • Intelligenza Artificiale
  • News
  • Offerte
  • Operatori Telefonici
Copyright 2021 - All Right Reserved
Home MotoriAutomobili
News

Motori in trappola: Stellantis e la crisi della cinghia maledetta

La promessa di durata e consumi ridotti si è trasformata in un incubo tecnico che ha colpito migliaia di automobilisti e messo in crisi interi marchi.

scritto da Rossella Vitale 24/07/2025 0 commenti 1 Minuti lettura
Motori in trappola: Stellantis e la crisi della cinghia maledetta
Condividi FacebookTwitterLinkedinWhatsappTelegram
102

Nel mondo dell’ingegneria motoristica, ogni innovazione può sembrare un passo verso il futuro. La cinghia a bagno d’olio ne è stata l’esempio perfetto. All’inizio, venne vista come una svolta: meno attrito, maggiore silenziosità, manutenzione ridotta. Una soluzione interna ai motori, protetta dall’esterno, prometteva efficienza e durata quasi eterna. Il primo a credere in questa tecnologia fu Ford, ancora prima dell’era EcoBoost. Poi si aggiunse Volkswagen, adottandola anche su motori diesel come il 1.6 TDI. Sembrava la fine delle vecchie cinghie esposte agli agenti esterni, la fine delle sostituzioni frequenti. Tutto calcolato, tutto perfetto, ma solo sulla carta, la realtà infatti sarebbe stata un’altra.

TecnoAndroid · su Google

Seguici su Google e non perdere nulla

Aggiungi TecnoAndroid alle tue fonti preferite su Discover e segui il nostro profilo Google: le notizie tech più importanti arrivano direttamente sul tuo telefono.

Seguici su:DiscoverGoogleGoogle NewsTelegram

Il risveglio dai sogni: problemi nei motori e retromarce

Le avvisaglie iniziarono in sordina. Alcuni modelli Ford con il 1.0 EcoBoost cominciarono a manifestare cedimenti prematuri. L’olio, col tempo, aggrediva la cinghia invece di preservarla. Le particelle rilasciate finivano nel circuito di lubrificazione, provocando danni gravi. Ford non aspettò troppo: nei nuovi modelli tornò alla catena di distribuzione. Volkswagen affrontò un destino simile. Nei suoi TDI la cinghia non comandava gli alberi a camme, ma solo la pompa dell’olio, limitando i danni. L’esperienza, comunque, bastò per abbandonare in fretta l’esperimento. Non tutti scelsero la ritirata. PSA, poi Stellantis, puntò tutto sul motore 1.2 PureTech, montato su Peugeot, Citroën, Opel, Fiat, persino Toyota. La scommessa era garantire durata per l’intero ciclo vita del veicolo. I primi segnali d’allarme furono ignorati, poi sottovalutati. Intanto, migliaia di motori iniziavano a manifestare cedimenti catastrofici.

Quando il problema esplose in tutta la sua gravità, Stellantis si trovò accerchiata. La cinghia si sbriciolava, occludendo filtri, intasando pompe, bloccando motori. Continental, il fornitore, fu informato, ma la corsa verso una soluzione alternativa si rivelò vana. Sostituire la cinghia con una catena significava riconoscere l’errore. Solo nel 2022 si scelse questa via. Troppo tardi per chi aveva già subito guasti, troppo tardi per salvare l’immagine del gruppo. I vantaggi promessi erano svaniti. Al loro posto, migliaia di auto ferme, richiami, azioni legali, clienti esasperati. Si può davvero cercare risparmio a ogni costo senza pagarne le conseguenze? Forse la storia del PureTech ed anche gli ultimi sviluppi lo confermano.

cinghiacrisiemissioniMotoreStellantis
Condividi FacebookTwitterLinkedinWhatsappTelegram
Rossella Vitale
Rossella Vitale

Se dovessi scrivere quali sono i miei interessi o descrivermi ci metterei forse una giornata intera, quindi sarò breve. Mi piace esprimermi attraverso la scrittura, mezzo di comunicazione che molti non considerano più così importante, amo i miei animali (gatti, cane e coniglio) e mentre lavoro ascolto brani suonati al piano per concentrarmi e rilassarmi. La mia Laurea ha un titolo troppo lungo da scrivere, ma essenzialmente mi sono specializzata proprio *rullo di tamburi* in comunicazione e marketing digitale.

Articolo precedenti
Iliad Super: la fibra ultraveloce che premia i clienti mobili
prossimo articolo
Grok: un’irregolarità con l’app store apre ad una pericoloso dibattito

Lascia un commento Cancella Risposta

Salva il mio nome, email e sito web in questo browser per la prossima volta che commento.

Ultime news

  • Off Campus: quante stagioni avrà la serie su Prime Video?

    14/05/2026
  • Minerale verde estratto in una grotta remota: il mistero preistorico

    14/05/2026
  • Scrubs stagione 9: perché è stato un vero disastro

    14/05/2026
  • Lamborghini Revuelto NA63: solo 63 esemplari per una supercar unica

    14/05/2026
  • I Magnifici 7 diventano una serie tv: il cast svelato da Amazon MGM

    14/05/2026

2012 – 2026 Tecnoandroid.it – Gestito dalla STARGATE SRLS – P.Iva: 15525681001 Testata telematica quotidiana registrata al Tribunale di Roma CON DECRETO N° 225/2015, editore STARGATE SRLS. Tutti i marchi riportati appartengono ai legittimi proprietari.

Questo articolo potrebbe includere collegamenti affiliati: eventuali acquisti o ordini realizzati attraverso questi link contribuiranno a fornire una commissione al nostro sito.

  • Privacy e Cookie policy
  • FAQ, Disclaimer e Note legali
  • Contatti

🔥 Non perderti nemmeno un'offerta

Le migliori offerte
direttamente su di te

Smartphone, notebook, gadget tech al prezzo più basso.
Unisciti a migliaia di lettori di TecnoAndroid!

Unisciti su Telegram Gratis Seguici su WhatsApp Nuovo
oppure

Ricevi le offerte via email

Iscriviti alla newsletter per non perdere nessuna offerta!

Puoi disiscriverti in qualsiasi momento. Niente spam, solo offerte vere. 🎯

TecnoAndroid
  • Home