Le prime stime sulle vendite di Saros, il nuovo titolo sviluppato da Housemarque, non sembrano particolarmente incoraggianti. Secondo le analisi disponibili, il gioco starebbe vendendo peggio di Returnal, il precedente lavoro dello studio finlandese, e potrebbe faticare persino a recuperare i costi di sviluppo. Un dato che fa riflettere, soprattutto considerando il periodo in cui è uscito e il calibro dei titoli contro cui si trova a competere.
Il problema, a quanto pare, non è solo legato alla qualità del prodotto in sé. Saros si è trovato a contendere l’attenzione e il portafoglio dei giocatori con uscite di peso come Crimson Desert e Resident Evil Requiem, due nomi capaci di attirare enormi fette di pubblico. Quando il tempo e il denaro a disposizione sono limitati, la scelta ricade quasi inevitabilmente sui brand più consolidati o sui titoli che generano il maggiore passaparola. E in questo scenario, un progetto come Saros rischia di finire schiacciato, per quanto possa avere le sue qualità.
Un mercato sempre più affollato e spietato
Quello che sta succedendo con Saros racconta qualcosa di più ampio rispetto al singolo gioco. Il mercato videoludico attuale è diventato un campo minato per i titoli che non riescono a emergere nel rumore di fondo delle grandi uscite. Housemarque, pur essendo uno studio con un curriculum rispettabile e con il sostegno di Sony, si ritrova a fare i conti con una realtà brutale: anche i giochi ben fatti possono non bastare se il tempismo non è quello giusto.
Returnal, al suo debutto nel 2021, aveva già avuto un percorso commerciale non esattamente esplosivo, pur raccogliendo ottime recensioni e costruendosi nel tempo una solida base di fan. Saros sembra destinato a seguire una traiettoria ancora più in salita. Le stime degli analisti indicano vendite inferiori rispetto a quelle del predecessore, il che rende lecito chiedersi quanto sia sostenibile questo tipo di produzione in un contesto così competitivo.
Non si tratta solo di numeri, cè una questione strutturale legata al modo in cui i giocatori distribuiscono il proprio tempo. Con titoli come Crimson Desert che promettono decine e decine di ore di contenuti e Resident Evil Requiem che porta con sé il richiamo di un franchise leggendario, lo spazio per i progetti più di nicchia si restringe visibilmente. Saros, che si colloca nel genere roguelike, si rivolge a un pubblico appassionato ma numericamente più contenuto, e questo non aiuta quando la vetrina è così affollata.
Housemarque e il rischio di non rientrare nei costi
Il punto più delicato riguarda proprio la sostenibilità economica. Se le stime dovessero rivelarsi accurate, Saros potrebbe non riuscire a recuperare l’investimento fatto per il suo sviluppo. Per Housemarque questo rappresenterebbe un segnale preoccupante, considerando che lo studio opera sotto l’ombrello dei PlayStation Studios e le aspettative su ogni release sono inevitabilmente alte.
