Il settore della smart home nell’ambito sanitario è al centro di una profonda trasformazione. Secondo i dati raccolti da Astute Analytica, nel 2024, il valore del segmento healthcare è aumentato. Raggiungendo 27 miliardi di dollari. Ma tale numero è destinato a crescere in modo esponenziale. Ciò nel corso del prossimo decennio. Le previsioni parlano, infatti, di un’espansione imponente. Con un tasso di crescita medio annuo (CAGR) del 24,3%. Il quale porterà il mercato fino a sfiorare i 200 miliardi di dollari entro il 2033. Ad alimentare tale crescita è un insieme di fattori socio-demografici e tecnologici.
Nuovi dettagli sul sistema di assistenza in casa a distanza
L’invecchiamento della popolazione nei paesi industrializzati comporta un aumento delle malattie croniche. In particolare tra le persone over 65. Allo stesso tempo, si registra una crisi nel numero di caregiver disponibili. Creando un vuoto che la tecnologia smart cerca di colmare. Le persone, inoltre, stanno iniziando a preferire soluzioni domiciliari per la gestione della salute. Le quali garantiscono un controllo più costante rispetto alle tradizionali visite saltuarie in ambulatorio.
La rivoluzione tecnologica è un elemento centrale in tale scenario. Le innovazioni nel campo dell’intelligenza artificiale, in particolare l’edge AI, consentono lo sviluppo di dispositivi intelligenti. Capaci di effettuare rilevamenti in tempo reale con un impatto minimo sul consumo energetico. Allo stesso tempo, l’introduzione di standard come Matter consente a più dispositivi di comunicare tra loro senza vincoli tecnologici. Semplificando l’esperienza per l’utente e favorendo la diffusione di sistemi interconnessi.
Grandi protagonisti di tale trasformazione sono le aziende farmaceutiche e assicurative. Le quali stanno implementando modelli di assistenza digitali combinati. Come dimostrano le iniziative CVS HomeHub e UnitedHealthcare. Tali sistemi integrano supporto medico remoto, coaching personalizzato e monitoraggio continuo. Riducendo la necessità di ricoveri e permettendo una gestione proattiva delle condizioni croniche. L’impatto si riflette positivamente sia sui costi sanitari pubblici che sulle spese individuali.
