Fino a poco tempo fa, l’auto elettrica sembrava il futuro inevitabile della mobilità. Ogni costruttore faceva a gara per annunciare piani ambiziosi, date di transizione totale, addio definitivo al motore termico. E invece qualcosa si è inceppato. Le vendite delle auto elettriche stanno sì crescendo, ma molto meno rispetto alle previsioni. I costi di sviluppo restano altissimi, le infrastrutture di ricarica in molti Paesi non sono ancora adeguate, i prezzi al pubblico rimangono elevati e i margini per i produttori sono risicati. Tutto questo ha portato a una revisione generale delle strategie industriali che coinvolge marchi europei, giapponesi e americani. Un cambio di passo legato anche alla revisione delle indicazioni dell’Unione Europea sullo stop alla vendita di auto con motori benzina e diesel dal 2035: a fine 2025 il taglio delle emissioni è stato portato dal 100% al 90%, aprendo di fatto alla possibilità di continuare a vendere un numero limitato di veicoli con motore a combustione, come le ibride plug-in o le elettriche con range extender.
Honda, Mazda e Volkswagen rallentano sull’elettrico
Uno dei casi più eclatanti di questi giorni riguarda Honda, che ha registrato la prima perdita economica dalla sua quotazione in Borsa del 1957. L’azienda ha chiuso l’ultimo anno fiscale con una perdita operativa di circa 2,4 miliardi di euro, dopo aver accumulato quasi 9,3 miliardi di euro di svalutazioni legate ai progetti elettrici. Per questo la casa giapponese ha deciso di cambiare strada: niente più obiettivo di una gamma completamente elettrica entro il 2040, e sviluppo di 15 nuovi modelli ibridi entro il 2030. Il CEO Toshihiro Mibe non ha girato intorno alla questione: “Dobbiamo fermare l’emorragia il prima possibile e aprire la strada a una crescita futura”.
Anche Mazda ha rivisto i propri programmi, scegliendo di puntare meno sulle elettriche pure e più sulle ibride, con l’arrivo confermato di tre nuovi modelli tra il 2028 e il 2030, oltre alla futura generazione della CX-5 con tecnologia full hybrid prevista già dal prossimo anno.
Volkswagen, dal canto suo, deve fare i conti con il ritardo della futura Golf elettrica, uno dei modelli più importanti per il piano EV del gruppo tedesco. Nel frattempo MINI ha abbandonato il progetto di diventare un marchio completamente elettrico entro il 2030. Ford sta preparando novità con motore termico per alcuni mercati e contemporaneamente un pick-up elettrico low cost che promette prestazioni da Mustang, sviluppato anche grazie a esperti provenienti da Apple e Tesla, con l’obiettivo di competere direttamente con la Cina.
Allo stesso tempo, Stellantis riporterà il diesel su alcuni modelli venduti in Europa già da quest’anno. Tra i veicoli coinvolti figurano Peugeot 308, DS N°4, Opel Astra, Combo, Peugeot Rifter e Citroen Berlingo. Confermati anche diesel per DS N°7 e Alfa Romeo Tonale, Stelvio e Giulia. Il suo è un approccio multi-energia che cerca di adattarsi alla domanda reale dei clienti e alle differenze tra i vari Paesi. Di fatto Stellantis ha costruito un’architettura industriale che consente di usare la stessa base tecnica per motori diversi: dai benzina agli elettrici, passando per mild hybrid, full hybrid e plug-in.
Toyota segue un approccio simile, ma nato dall’ibrido: il full hybrid è il cuore della sua offerta europea, affiancato da plug-in, elettriche e ancora alcune versioni benzina, così da offrire soluzioni diverse in base al mercato e alle infrastrutture disponibili. Rispetto ad altri gruppi, come Renault (che punta soprattutto sull’elettrico con il piano “futuREady”), Stellantis e Toyota risultano oggi più complete nella copertura delle varie alimentazioni.
Anche il lusso cambia idea
La frenata sull’auto elettrica coinvolge anche i marchi di lusso e sportivi. Porsche ha confermato che continuerà a produrre auto con motore benzina anche dopo il 2030. Tra i progetti principali c’è la nuova Macan termica, affiancata da un SUV a sette posti inizialmente disponibile con motori tradizionali. Rolls-Royce ha rallentato i propri piani elettrici e continuerà a puntare sul motore V12, mentre Bentley ha deciso di limitare a un solo modello elettrico il proprio programma entro il 2030.
Mercedes prepara oltre 30 novità entro il 2027, molte delle quali continueranno a utilizzare motori ibridi o termici. BMW invece lancerà sei nuovi modelli nel 2026 mantenendo una strategia che comprende benzina, diesel, plug-in hybrid ed elettrico.
