
Apple Watch
Il monitoraggio della glicemia tramite smartwatch rappresenta da anni uno degli obiettivi principali di Apple nell’ambito salute. Secondo quanto riportato da fonti interne alla supply chain, l’azienda starebbe puntando proprio sulla Series 13 come primo dispositivo a integrare un sistema di misurazione della glicemia senza prelievo di sangue, attraverso sensori ottici avanzati.
Una tecnologia non invasiva in fase avanzata di sviluppo
Apple lavora da tempo a un sistema in grado di rilevare i livelli di glucosio nel sangue tramite spettroscopia e sensori fotonici, tecnologie che analizzano la luce riflessa attraverso la pelle. L’obiettivo è offrire una soluzione per il monitoraggio della glicemia che non richieda aghi né dispositivi esterni.
Fonti vicine al progetto confermano che i test interni stanno raggiungendo una fase matura, anche se l’implementazione commerciale resta complessa. Apple avrebbe selezionato il 2027 come possibile finestra di lancio, compatibile con la tredicesima generazione del suo smartwatch, ma il rilascio potrebbe essere posticipato se gli standard clinici richiesti non saranno ancora soddisfatti.
È possibile che la funzione venga inizialmente riservata ai modelli di fascia alta, come gli Apple Watch Ultra, per motivi di dimensioni del sensore, capacità di batteria e posizionamento sul mercato. L’integrazione della tecnologia di monitoraggio glicemico richiede infatti componenti sofisticati, che potrebbero mal adattarsi ai modelli più compatti della serie standard.
Nel caso di successo, Apple aprirebbe un nuovo segmento di mercato per i suoi wearable, rivolgendosi anche a utenti affetti da diabete o in condizioni di prediabete, ma senza fare esplicite dichiarazioni di tipo medico, almeno nelle fasi iniziali.
Apple non è l’unica azienda a lavorare su questa tecnologia. Anche Samsung e altri produttori, inclusi alcuni brand cinesi, stanno studiando metodi per rilevare la glicemia in modo non invasivo, ma finora nessun dispositivo ha superato le verifiche regolatorie internazionali necessarie per un uso clinico affidabile.
Il vantaggio competitivo di Apple potrebbe derivare dall’integrazione stretta tra hardware e software e dalla base utenti consolidata. La funzione, se approvata, si aggiungerebbe alle misurazioni già disponibili su Apple Watch, come frequenza cardiaca, ossigeno nel sangue, ECG e temperatura corporea.
Secondo le informazioni attuali, il primo Apple Watch con monitoraggio glicemico non invasivo non sarà disponibile prima del 2027. Apple avrebbe scelto questo modello come punto di partenza perché coinciderebbe con l’evoluzione hardware necessaria, ma anche con una strategia di lungo periodo legata al mercato salute.
La roadmap interna non è definitiva, e molto dipenderà dai risultati clinici e dalle eventuali approvazioni regolatorie negli Stati Uniti e in altri mercati. La funzione potrebbe inizialmente essere lanciata con una dicitura sperimentale, simile a quanto avvenuto in passato con altre tecnologie presenti su Apple Watch.
