Secondo quanto riportato da Bloomberg, Apple starebbe valutando l’integrazione di modelli linguistici sviluppati da Anthropic o OpenAI per alimentare la prossima generazione di Siri, mettendo momentaneamente da parte il lavoro sui propri modelli interni. Un cambio di rotta che riflette le difficoltà dell’azienda nel tenere il passo nel settore dell’intelligenza artificiale generativa.
Le trattative, ancora in fase iniziale, coinvolgono la possibilità di far girare versioni personalizzate di Claude o ChatGPT sui server cloud di Apple, basati su chip progettati in casa. L’obiettivo è mantenere il controllo sulla privacy e sull’elaborazione dei dati, uno dei pilastri della filosofia dell’azienda.
Pressioni interne e malumori nel team AI
Il progetto è stato promosso da Craig Federighi e Mike Rockwell, che hanno assunto ruoli centrali nello sviluppo di Siri dopo l’esclusione di John Giannandrea. La valutazione di Claude sembra aver convinto i vertici, ma i costi richiesti da Anthropic – che punta a un accordo plurimiliardario con aumenti progressivi – stanno rallentando le trattative.
Nel frattempo, cresce il malcontento nel team AI interno, dove alcuni ingegneri minacciano l’addio in seguito alla prospettiva di un ridimensionamento dei modelli Apple Foundation. La partenza di Tom Gunter, figura chiave nello sviluppo degli LLM, è solo uno dei segnali di tensione. Apple è riuscita a trattenere in extremis il team MLX, ma la situazione resta delicata.
Cloud e on-device: due strategie parallele
Apple punta a distinguere tra funzioni elaborate sui dispositivi – come riassunti, emoji personalizzate o interazioni base – e quelle più complesse, affidate all’elaborazione sul cloud. I modelli esterni, se adottati, saranno usati esclusivamente per compiti avanzati e resteranno fuori dalla portata delle app di terze parti, almeno nella fase iniziale.
Una strategia simile è già stata intrapresa da Samsung con Galaxy AI, che utilizza in parte i modelli Gemini di Google, e da Amazon, che ha scelto Anthropic per potenziare Alexa+. Anche Apple avrebbe valutato un’acquisizione di Perplexity, oltre ad avviare contatti con la startup Thinking Machines guidata da Mira Murati.
Un Siri rinnovato per restare competitivi
Siri, lanciato nel 2011, è da tempo in ritardo rispetto alla concorrenza. Le novità annunciate alla WWDC 2024 – tra cui funzioni contestuali e accesso ai dati personali – sono slittate al 2025. Se l’accordo con OpenAI o Anthropic andrà in porto, segnerà una svolta definitiva nella strategia AI di Cupertino, con Siri che potrebbe finalmente recuperare terreno.
Nel frattempo, è stata chiusa la sperimentazione di Swift Assist, l’assistente AI per Xcode basato su modelli interni, in favore di un nuovo strumento che supporterà ChatGPT e Claude per l’assistenza alla scrittura del codice. Un altro segnale che Apple sta ripensando in profondità la sua architettura AI.
