Un nuovo capitolo si apre nella vicenda che coinvolge gli airbag Takata. Stellantis, gruppo che comprende anche Citroen e DS, ha comunicato che 82.000 veicoli C3 e DS3 circolanti in Francia (fabbricati tra il 2014 e il 2019) sono stati bloccati a seguito della tragica morte di una donna, a Reims, per l’esplosione incontrollata di un airbag. Una decisione supportata dal ministero dei Trasporti francese, che ha ordinato la sospensione della circolazione in attesa della loro sostituzione.
Si tratta di un’importante escalation. Stavolta, il blocco non è limitato a specifiche regioni o zone più piccole, ma coinvolge potenzialmente fino a 690.000 vetture in tutta Europa. In Francia, le autorità hanno avviato controlli capillari per rimuovere i veicoli dalla circolazione quanto prima. Stellantis, dal canto suo, dichiara di aver già sostituito 481.000 airbag su 690.000; restano circa 200.000 automobili potenzialmente pericolose, molte delle quali potrebbero rimanere inutilizzabili fino alla riparazione.
Citroen, nuovo scandalo dopo una morte dovuta ad airbag difettosi: ritirati veicoli dalla circolazione
Il difetto riguarda gli inflatori forniti da Takata, azienda fallita nel 2017: questi elementi si degradano in condizioni di caldo e umidità, esplodendo con forza e spargendo frammenti metallici. Citroen stessa ha già affrontato problemi simili in passato, tra Nord Italia e Francia settentrionale, per i veicoli risalenti al 2008-2013. Ora la gravità assume portata nazionale ed europea. Alcune associazioni di consumatori (tra cui Altroconsumo) hanno intentato una class action in Italia, sostenendo che Stellantis ha risposto troppo lentamente e senza misure alternative per consentire la sostituzione rapida dei veicoli. Il tribunale di Torino ha imposto di garantire la sostituzione.
Stellantis sta ora mobilitando veicoli temporanei – oltre 35.000 solo in Francia entro luglio – e un aumento della produzione di airbag sostitutivi, ma la criticità resta. Migliaia di automobilisti si trovano senza auto e in attesa di un appuntamento. L’ultimo incidente a Reims ha purtroppo accelerato la resa dei conti. Dunque, dopo oltre un decennio e milioni di richiami, le C3 e DS3 restano ancora nel mirino.
