Durante i concerti, l’idea di spegnere lo smartphone viene spesso suggerita per vivere meglio l’esperienza, ma il vero problema potrebbe essere al polso. La polizia del Leicestershire, nel Regno Unito, ha recentemente invitato i partecipanti del Download Festival a non indossare o disattivare gli smartwatch durante gli spettacoli. Il motivo starebbe nei sensori di caduta integrati nei dispositivi più diffusi – come quelli di Apple o Samsung – finiscono per confondere i movimenti energici del pubblico con situazioni di emergenza.
Ogni volta che uno smartwatch rileva un impatto simile a una caduta, avvia un conto alla rovescia per la chiamata automatica ai soccorsi. Se l’utente non interrompe l’allarme in tempo, parte una telefonata al numero d’emergenza, che nel Regno Unito corrisponde al 999. È quanto successo in passato a Donington Park: oltre 700 chiamate involontarie sono state registrate in un’unica edizione del festival, tutte partite da orologi smart confusi dal caos del pogo.
Un rischio per la gestione delle vere emergenze
Queste chiamate, seppur accidentali, occupano linee telefoniche fondamentali. Ogni segnalazione richiede almeno tre tentativi di verifica da parte degli operatori per accertare l’assenza di pericoli reali. Il risultato è un rallentamento del sistema di emergenza, con risorse sprecate e centralini intasati. È stato proprio per questo motivo che la polizia ha chiesto ai presenti di mettere il loro smartwatch in modalità aereo o addirittura di spegnerlo.
Questo potrebbe dunque far capire quanto siano ancora tanti i dubbi su una tecnologia certamente utile in diverse situazioni ma che potrebbe comportare problemi a livello di ordine pubblico in frangenti del genere, come concerti o eventi sportivi. Di certo disattivare lo smartwatch potrebbe essere la soluzione giusta, almeno per ora.
Una piccola accortezza, come disattivare un dispositivo, può aiutare a evitare problemi seri e a garantire che chi ha davvero bisogno di soccorso riceva l’aiuto in tempo.
