Il settore automobilistico cinese attraversa una fase piuttosto turbolenta, con BYD protagonista di una corsa ai ribassi che ha scosso profondamente l’intero contesto delle auto elettriche. Il recente taglio dei prezzi su 22 modelli, annunciato alla fine di maggio, è stato il gesto più clamoroso da parte dell’ azienda. La quale ha deciso di velocizzare le vendite rallentate nei primi mesi dell’anno. Questa strategia però ha innescato un percorso che preoccupa l’intero mercato.
Le autorità cinesi intervengono, mentre BYD guarda all’Europa
La vicepresidente esecutiva Stella Li ha definito la situazione “insostenibile”, denunciando una concorrenza sempre più aggressiva. Ogni nuovo modello BYD, secondo Li, viene subito contrastato da rivali che rispondono con veicoli simili, ma più grandi e venduti a prezzi inferiori. Questo meccanismo, di conseguenza, non è sano né per le aziende né per i consumatori. BYD punta a vendere 5,5 milioni di veicoli nel 2025, ma nei primi quattro mesi dell’anno l’aumento delle vendite si è fermato al 15%. Una percentuale molto lontana dal 30% necessario per raggiungere il suo obiettivo.
La guerra dei prezzi, iniziata da BYD e seguita da marchi come Chery, Leapmotor e IM Motors, ha allarmato anche moltissime istituzioni. Il 31 maggio, ad esempio, la China Association of Automobile Manufacturers ha diffuso una nota ufficiale, invitando tutte le aziende a fermare la corsa al ribasso. Secondo l’associazione, la concorrenza disordinata sta distruggendo i margini di profitto e indebolendo le fondamenta dell’industria elettrica cinese.
Nonostante questo scenario interno complesso, BYD non rinuncia alla propria espansione internazionale. Il gruppo ha annunciato piani d’investimento in Europa per un valore di 20 miliardi di dollari. A differenza di concorrenti come Xpeng, l’ azienda non intende affatto siglare alleanze con costruttori europei. La sua strategia è chiara. Il brand desidera conquistare nuovi mercati mantenendo pieno controllo su modelli, produzione e prezzi. Riuscita nel suo intento? Non ci resta che stare a vedere.
