Il tanto atteso modello open source di OpenAI subirà un rinvio. A confermarlo è stato direttamente Sam Altman, CEO dell’azienda, con un messaggio pubblicato su X nella giornata di martedì. Inizialmente previsto per l’inizio dell’estate, il lancio slitterà a una data non specificata, comunque successiva a giugno.
Secondo Altman, il ritardo non sarebbe legato a problemi tecnici, ma piuttosto a una scoperta interna inattesa, che avrebbe spinto il team a prendersi più tempo per rifinire il lavoro prima di condividerlo con la comunità. Le sue parole fanno pensare a un aggiornamento importante, potenzialmente in grado di alzare l’asticella rispetto agli standard attuali.
Un contesto sempre più competitivo
Negli ultimi mesi, il panorama dei modelli open ha visto crescere la concorrenza. Solo martedì, Mistral ha presentato “Magistral”, una nuova famiglia progettata per affrontare compiti di ragionamento complesso. Prima ancora, Qwen — laboratorio cinese attivo nel settore — ha svelato un sistema capace di alternare tra risposte rapide e riflessioni più articolate, dimostrando un approccio ibrido interessante.
In un contesto così dinamico, ogni ritardo rischia di offrire un vantaggio agli altri attori del settore. Ma Altman sembra convinto che il nuovo modello, una volta pronto, sarà in grado di reggere il confronto. Secondo quanto emerso, dovrebbe avvicinarsi per capacità alla serie “o” di OpenAI, con prestazioni superiori rispetto a rivali come DeepSeek R1.
Possibili funzionalità avanzate in arrivo
Stando a indiscrezioni riportate da TechCrunch, OpenAI starebbe valutando l’integrazione di funzioni avanzate come il collegamento al cloud per l’elaborazione di richieste particolarmente complesse. Non è ancora chiaro se queste opzioni faranno parte del rilascio finale, ma il progetto sembra puntare a offrire uno strumento utile anche per sviluppatori e ricercatori.
Negli anni scorsi, OpenAI era stata criticata per il suo orientamento sempre più commerciale e poco aperto. Lo stesso Altman aveva ammesso la necessità di un cambio di passo sul fronte della trasparenza. Ripartire da un modello open potrebbe essere un primo segnale in quella direzione, anche per rispondere — indirettamente — alle provocazioni del rivale Elon Musk.
