Netflix sta facendo un passo che potrebbe cambiare parecchio le regole del gioco nel mondo dello streaming. La piattaforma, che già da tempo utilizza l’intelligenza artificiale in varie forme, dalla ricerca in linguaggio naturale nell’app fino all’impiego dell’AI generativa per realizzare una scena della serie L’Eternauta, ora si prepara a qualcosa di molto più ambizioso. Starebbe infatti costruendo uno studio interno dedicato interamente alla produzione di contenuti animati tramite strumenti di intelligenza artificiale generativa. E no, non si parla di esperimenti dietro le quinte o di ottimizzazioni invisibili agli utenti. Qui l’obiettivo è creare cortometraggi animati destinati a finire direttamente nel catalogo, davanti agli occhi degli abbonati.
Lo studio si chiama INKubator, abbreviato anche semplicemente in INK. Stando a quanto emerso da alcuni profili LinkedIn, sarebbe stato fondato in modo riservato già a marzo del 2025. A guidarlo c’è Serrena Iyer, che ricopre il ruolo di COO e che in precedenza era direttrice della programmazione e della strategia per l’animazione in Netflix. Iyer vanta un curriculum di tutto rispetto, con diversi incarichi ricoperti in DreamWorks Animation, MRC Studios e A24 Films.
Netflix sta attualmente cercando diverse figure professionali per INKubator: produttori, ingegneri informatici, grafici digitali. Un annuncio di lavoro per la posizione di responsabile della tecnologia descrive lo studio come “il nostro studio di animazione di nuova generazione, guidato dalla creatività e nativo dell’AI generativa“. Una definizione che lascia poco spazio ai dubbi: l’intelligenza artificiale non sarà un semplice strumento di supporto, ma il motore centrale dell’intero processo produttivo.
Una mossa di Netflix che fa discutere
Quando si parla di intelligenza artificiale applicata alla creazione di contenuti artistici, è inevitabile che scatti qualche campanello d’allarme. E il caso di INKubator non fa eccezione. Una cosa è usare l’AI per migliorare la personalizzazione dei contenuti consigliati o per velocizzare processi interni. Tutt’altra cosa è proporla come strumento creativo a tutti gli effetti, capace di generare animazioni che gli abbonati di Netflix vedranno nel proprio catalogo.
La novità è significativa nel panorama dello streaming. Nessuna piattaforma di queste dimensioni aveva ancora annunciato l’intenzione di distribuire cortometraggi animati prodotti con l’AI in modo così esplicito e strutturato. E c’è un dettaglio che rende il quadro ancora più interessante: alcune offerte di lavoro lascerebbero intendere che le ambizioni di INKubator non si fermino al formato breve. In futuro, lo studio potrebbe orientarsi anche verso contenuti di durata maggiore.
Al momento non è ancora chiaro quando i primi contenuti prodotti da INKubator arriveranno sulla piattaforma, né con quale modalità saranno presentati agli utenti. Quello che appare evidente è la direzione che Netflix sembra intenzionata a prendere, puntando sull’intelligenza artificiale generativa non più soltanto come tecnologia di backend, ma come vera e propria forza creativa al centro della produzione di nuovi contenuti animati.
