Le grandi aziende del settore della tecnologia per diversi anni hanno tirato su vere e proprie fortune raccogliendo i dati personali degli utenti sul web, ovviamente monetizzando. A quanto pare però ci sarebbe la possibilità di fare l’opposto grazie ad un progetto appena partito in Brasile: le persone possono creare un account digitale di loro proprietà dove raccogliere i dati generati durante la navigazione sul web. Questi dati, gestiti consapevolmente, possono essere venduti ad aziende terze in cambio di un guadagno diretto. Il wallet digitale diventa quindi una sorta di conto di risparmio dati, da cui trasferire i proventi su un normale conto bancario.
A rendere disponibile tutto questo è una nuova iniziativa di Dataprev, una società pubblica del ministero che collabora con un’azienda americana di nome DrumWave.
Un modello per l’equità digitale
Secondo Dataprev, il progetto punta a una maggiore equità nell’economia digitale, ribaltando l’attuale paradigma in cui gli utenti cedono i propri dati gratuitamente senza reali benefici. L’approccio si basa su tre pilastri fondamentali:
trasparenza sull’uso delle informazioni personali;
partecipazione attiva dei cittadini come attori economici;
generazione di reddito attraverso l’uso consapevole dei propri dati.
Nel wallet confluiscono solo i dati autorizzati dall’utente. Chi accetta di cederli riceverà un compenso, mentre chi rifiuta manterrà il pieno controllo e la riservatezza delle proprie informazioni.
Fase sperimentale e dubbi aperti
Al momento la sperimentazione coinvolge un numero limitato di persone. Ogni utente può decidere caso per caso se fornire o meno i propri dati, rendendo il sistema flessibile e adattabile alle diverse sensibilità.
Non mancano però le criticità sollevate dagli esperti. Ovviamente non manca il timore tra le persone: qualcuno crede infatti che tutto ciò vada a favorire solamente i grandi colossi e le aziende più importanti, senza tenere conto di quelle più piccole. In tanti dunque sottolineano quanto sia alto il rischio che il divario nel mondo digitale si amplifichi, soprattutto all’interno delle aree dove l’accesso ad Internet resta ad oggi non ottimale.
