Fernando Alonso sta dimostrando ancora una volta di essere uno dei migliori piloti della stagione 2026 di Formula 1, anche se i risultati in classifica generale dicono tutt’altro. Può sembrare un controsenso, certo. Nessun punto conquistato finora, zero. Eppure il problema non è lui, è la sua Aston Martin, una monoposto che quest’anno non riesce proprio a essere competitiva. Quando si vanno a guardare i dati puri, quelli che non lasciano spazio a interpretazioni, il quadro cambia completamente. E lo spagnolo torna esattamente dove ci si aspetta di trovarlo: ai vertici.
Dopo quattro Gran Premi e sei sessioni di qualifica (comprese quelle Sprint), le tendenze iniziano a essere abbastanza solide. Alonso è il terzo pilota dell’intera griglia che infligge il distacco maggiore al proprio compagno di squadra in qualifica. La differenza media rispetto a Lance Stroll è di 0,425 secondi al giro. Parliamo di quasi mezzo secondo, gara dopo gara, su una vettura identica. È una cifra che racconta molto più di qualsiasi posizione in classifica.
Davanti a lui, in questa speciale graduatoria, ci sono soltanto Max Verstappen e Pierre Gasly. Verstappen precede il compagno Isack Hadjar di 0,443 secondi per giro, mentre Gasly riesce a mettere 0,433 secondi tra sé e l’argentino Franco Colapinto sulla stessa Alpine. Sono gli unici tre piloti in tutta la Formula 1 capaci di superare la soglia delle quattro decime di vantaggio sul teammate. All’estremo opposto dello spettro c’è una coppia praticamente inseparabile: Lando Norris e Oscar Piastri, divisi da appena 0,036 secondi in favore del britannico in McLaren. Quanto a Carlos Sainz, lo spagnolo esce molto bene dal confronto con Alexander Albon, rifilandogli 0,375 secondi con la stessa Williams.
Il record di Schumacher è sempre più vicino
C’è un altro dato che racconta lo stato di forma impressionante di Alonso: la striscia di qualifiche consecutive vinte contro Stroll. Sono arrivate a quota 40, una serie iniziata a Silverstone nel 2024 e mai interrotta da allora. Si tratta già della terza striscia più lunga nella storia della Formula 1, e il margine rispetto ai record assoluti si sta assottigliando.
Ad Alonso mancano soltanto quattro qualifiche per superare Ayrton Senna, fermo a 44 nella classifica di tutti i tempi. Il primato appartiene a Michael Schumacher, che portò questa striscia fino a 56 sessioni consecutive. Potrebbe sembrare un traguardo ancora lontano, ma in realtà, se lo spagnolo dovesse continuare a battere Stroll senza interruzioni, lo raggiungerebbe già entro novembre, in occasione del Gran Premio di Las Vegas.
Il fatto che un pilota di 44 anni riesca a mantenere questo livello di rendimento, con una monoposto che non gli permette nemmeno di entrare in zona punti, è probabilmente il dato più eloquente di tutta la stagione. La Aston Martin del 2026 non è all’altezza, ma Alonso continua a estrarre dal pacchetto tecnico tutto quello che c’è da estrarre. E forse anche qualcosa in più. Sedici gare lo separano dal record assoluto di Schumacher.
