Il recente conflitto tra Israele e Iran ha avuto un impatto immediato sui mercati. Si è registrato, infatti, un’impennata dei prezzi del petrolio. Le quotazioni del Brent hanno superato i 70 dollari al barile. Riflettendo i timori degli investitori circa le possibili ripercussioni sul fronte energetico. Come spesso accade con le tensioni in Medio Oriente, i mercati reagiscono rapidamente al rischio di instabilità nell’approvvigionamento del greggio. Tale timore si è tradotto in un aumento dei prezzi di carburanti (benzina e diesel) alla pompa. Come preannunciato dal Codacons.
Carburanti in aumento a causa dei nuovi conflitti
I rincari hanno riportato il prezzo medio della benzina self service sopra 1,7 euro al litro. Mentre il gasolio ha superato la soglia di 1,6 euro. I dati diffusi da Staffetta Quotidiana confermano l’impennata: la benzina self ha toccato i 1,707 euro al litro, con le compagnie che viaggiano a 1,714 e le pompe bianche a 1,693 euro. Il diesel self si attesta a 1,605 euro al litro, con lievi variazioni tra compagnie (1,614) e pompe bianche (1,588). Anche i prezzi del servito sono saliti. La benzina ha raggiunto 1,846 euro al litro, con picchi fino a 1,889 euro presso le compagnie. Mentre il diesel servito è salito a 1,745 euro.
Le conseguenze del conflitto non si limitano al solo greggio, ma si estendono anche agli altri carburanti. Il GPL servito si attesta a 0,709 euro al litro, leggermente in calo. Mentre il metano scende a 1,439 euro al kg. I prezzi del GNL restano stabili, fissandosi a 1,270 euro al kg. Gli analisti sottolineano come la situazione possa peggiorare nel caso in cui le ostilità si intensifichino. Con scenari che prevedono possibili interruzioni della catena di fornitura e quotazioni ben oltre i 100 dollari al barile.
Anche lungo la rete autostradale si avvertono gli effetti della crisi. La benzina self viaggia su una media di 1,806 euro al litro, che salgono a 2,074 per il servito. Il gasolio self è a 1,715 euro (1,986 servito), mentre il GPL arriva a 0,843 euro. Il metano a 1,508 euro al kg e il GNL a 1,342 euro. Tutto ciò conferma un dato certo: la prosecuzione del conflitto mediorientale continuerà a ripercuotersi negativamente sui mercati energetici.
