La funzione più personale di Google sta per arrivare su una platea molto più ampia di smartphone Android. Si chiama Contextual Suggestions ed è, di fatto, una versione semplificata di quella Magic Cue che finora era rimasta un’esclusiva dei Pixel. L’idea è semplice ma efficace: offrire suggerimenti personalizzati basati sull’attività dell’utente e sulla posizione, il tutto senza mai far uscire i dati dal dispositivo. Google ha precisato che si tratta di una funzione che lavora interamente on-device, il che significa che la privacy resta garantita in ogni momento.
Tra le cose che Contextual Suggestions può fare, c’è ad esempio la proposta di playlist rilevanti che vengono ascoltate spesso a determinati orari della giornata. Il rollout è già in corso, anche se non tutti gli utenti riusciranno ad accedervi subito. Vale la pena sottolineare un dettaglio importante: la funzione è compatibile solo con dispositivi che girano su Android 14 o versioni successive.
Come attivare Contextual Suggestions e gestire la privacy
Configurare Contextual Suggestions è piuttosto immediato. Basta andare nelle impostazioni delle app, cercare Google Play Services, poi entrare nella sezione “Tutti i servizi”, navigare fino a “Funzionalità sviluppatore” e da lì attivare o disattivare la voce dedicata. Per chi vuole provare la funzione per la prima volta, potrebbe essere necessario “innescarla”: ad esempio, trasmettendo un video dal telefono mentre si è connessi al Wi-Fi. A quel punto dovrebbe comparire una notifica pop-up che rimanda direttamente alle impostazioni per abilitare il tutto.
Chi non se la sente di condividere la propria posizione può stare tranquillo. Esiste un’opzione specifica nel menu di Contextual Suggestions che permette di disattivare l’uso della posizione del dispositivo. Senza quel dato, i suggerimenti verranno comunque forniti, ma saranno basati esclusivamente sugli orari e sulle abitudini quotidiane. Un altro aspetto interessante riguarda la gestione dei dati: tutto ciò che la funzione raccoglie viene eliminato automaticamente ogni 60 giorni.
Una funzione utile, anche se non è la Magic Cue completa
Bisogna essere onesti: Contextual Suggestions non offre l’esperienza completa di Magic Cue che si trova sui Pixel. È una versione più leggera, pensata per portare almeno una parte di quella comodità anche su smartphone Android di altri produttori. Per chi possiede dispositivi al di fuori degli ecosistemi Samsung e Google, anche operazioni apparentemente banali possono richiedere qualche passaggio in più, e questa novità punta proprio a colmare quel divario.
