Far volare droni sulla terraferma è una cosa relativamente semplice. Ma provate a farlo su una nave in mezzo al mare, magari con onde alte e vento forte, e la questione diventa tutta un’altra storia. Il problema principale è sempre stato lo stesso: le imbarcazioni si muovono di continuo, e ogni manovra di decollo o atterraggio richiede una precisione quasi impossibile da garantire. Il rischio di rimbalzi, cadute fuori bordo o danni al velivolo è concreto, soprattutto quando si opera su unità di piccole dimensioni. Nel Regno Unito, però, qualcuno ha deciso di affrontare la questione di petto. La società WaiV Robotics ha presentato una piattaforma automatizzata pensata proprio per gestire decolli e recuperi dei droni anche con mare agitato. E la cosa interessante è che il sistema non richiede modifiche particolari al drone stesso.
Come funziona la piattaforma di WaiV Robotics
Questo è forse il punto più intelligente di tutta la soluzione proposta. Il drone resta esattamente com’è, senza bisogno di toccare il software o l’hardware del velivolo. Il che significa niente compromessi sull’autonomia della batteria, sulla capacità di carico o sui protocolli di sicurezza originali. Il cuore del sistema è un software guidato dall’intelligenza artificiale, supportato da sensori radar e sistemi di tracciamento elettro ottici installati direttamente sulla nave. Questo software invia comandi al drone simulando l’azione di un pilota umano attraverso l’interfaccia di controllo remoto. Praticamente è come avere un pilota esperto che non si stanca mai e che reagisce in tempo reale ai movimenti dell’imbarcazione.
Per risolvere il problema del contatto con il ponte, dove il drone rischia di essere sbalzato via dall’oscillazione della nave, WaiV Robotics ha sviluppato un meccanismo di blocco rapido. Ogni volta che il drone tocca la piattaforma, viene immediatamente messo in sicurezza. La struttura, poi, è dotata di una base stabilizzata giroscopicamente, che mantiene una superficie piana anche durante le fasi più critiche. Un dettaglio non da poco quando si parla di operazioni in condizioni meteorologiche avverse.
Scenari futuri e applicazioni oltre il settore militare
Al momento la tecnologia è in grado di gestire droni con un peso fino a 15 chilogrammi, ma l’azienda sta già lavorando a versioni scalabili. L’obiettivo è coprire una gamma che parte dai piccoli velivoli da 3 chilogrammi fino ad arrivare a macchine da 300 chilogrammi. Un salto enorme, se si pensa alle possibilità che questo aprirebbe.
E non si parla solo di utilizzi militari. Un sistema del genere potrebbe tornare utile in tantissimi altri contesti: dalle ispezioni in mare al supporto per le flotte da pesca, passando per il trasporto di materiali tra navi e le operazioni di ricerca e soccorso. Tutti ambiti in cui oggi operare con i droni sulle imbarcazioni resta complicato, quando non impossibile.
Il progetto ha evidentemente convinto anche gli investitori. WaiV Robotics ha raccolto circa 7 milioni di euro, risorse che serviranno a sostenere il percorso verso il lancio commerciale della piattaforma.
