A quanto pare le notizie inerenti i licenziamenti non finiscono mai, purtroppo oggi vi riportiamo una notizia inerente Stellantis e il tanto discusso e gettonato impianto di Mirafiori, secondo le ultime dichiarazioni della società legata al settore dell’automotive, sarebbero in programma circa 610 licenziamenti sottoforma di addii volontari incentivati dall’esodo personale per nuove opportunità di carriera.
Reazioni negative
Ovviamente le polemiche sono mancate ma allo stesso tempo Stellantis ha giustificato il tutto sottolineando come tali impianto abbia bisogno di una forza lavoro ridotta e altamente specializzata e focalizzata indeterminati aspetti del lavoro, l’idea dell’azienda è quella di incentivare il prepensionamento o l’apertura a nuove opportunità lavorative, il ridimensionamento in questione sarà così organizzato: 250 alle Carrozzerie, 19 alle Presse, 31 alle Costruzione Stampi, 53 alla PCMA di San Benigno, 9 alla ex Tea di Grugliasco, 212 agli Enti Centrali, 20 al Services, 16 al Centro Ricerche Fiat di Orbassano.
Il tutto è legato alla necessità di Stellantis di avere un personale lavorativo altamente specializzato che servirà per il lancio della nuova Fiat 500 ibrida, l’arrivo del modello ibrido rappresenta infatti un passo fondamentale dopo che il modello full electric aveva completamente deluso le aspettative portando di fatto tra l’altro al primo ridimensionamento dell’impianto nel 2024 che aveva visto oltre 1000 lavoratori, dover lasciare l’impianto di produzione.
Il segretario generale della Fiom Cgil di Torino, Edi Lazzi ha commentato sottolineando come pur cambiando gli amministratori delegati, non cambiano gli esiti delle politiche aziendali che continuano a smembrare l’impianto di Mirafiori togliendo le capacità produttive piuttosto che valorizzarne le possibilità, cosa che ovviamente va a diminuire anche il potenziale della città di Torino.
C’è chi invece guarda il tutto con un occhio più positivo e speranzoso, stiamo parlando di Luigi Paone, il quale spera che dopo aver accompagnato i dipendenti più anziani al pensionamento, l’azienda provveda ad un piano di assunzione in grado di soddisfare le necessità produttive e soprattutto di valorizzare i giovani aumentando così la forza lavoro.
