In questo articolo Indice dei contenuti 1 sezione

L’AI porterà ad una recessione?
Siemiatkowski riconosce che non tutti i lavori possono essere svolti dall’intelligenza artificiale. Un esempio concreto è quello del servizio clienti. Qualche tempo fa Klarna aveva affidato a chatbot la gestione dell’assistenza, sostituendo così l’equivalente di 700 lavoratori e realizzando notevoli risparmi economici. Ma la qualità del servizio è rapidamente diminuita, spingendo il CEO a tornare sui suoi passi e a reintegrare personale umano per garantire un’interazione più efficace e soddisfacente con i clienti.
Il CEO di Klarna ha criticato in modo aperto i suoi colleghi. Accusandoli di un atteggiamento troppo ottimistico e superficiale riguardo l’integrazione dell’intelligenza artificiale nelle aziende. L’importanza delle sue parole si amplifica se si considera che Klarna stessa è stata tra le aziende più aggressive nell’adozione dell’AI. La società ha rivoluzionato diversi processi interni. Arrivando perfino a sostituire il proprio CEO fisico con un avatar digitale basato su intelligenza artificiale. Usato per la presentazione dei risultati finanziari. Ciò ha portato a una drastica riduzione del personale con tagli che hanno quasi dimezzato i dipendenti. Passando da circa 5.000 a un range compreso tra 2.000 e 2.500 unità.
Tale esperienza ha portato il manager a valorizzare il ruolo insostituibile dell’essere umano in determinate situazioni. Il messaggio di Siemiatkowski è chiaro: l’AI è uno strumento potentissimo che può migliorare molti aspetti della vita lavorativa. Ma è necessario affrontarne anche le sfide economiche e sociali.











