Il robot umanoide Pepper, progettato da SoftBank Robotics, era presente al Festival del futuro in Australia, ma non da semplice partecipante. Grazie al supporto di ChatGPT, per la prima volta ha parlato offrendo un’interazione fluida quasi naturale.
La possibilità di parlare, e pensare, del robot Pepper è merito dell’integrazione con il famoso modello linguistico su cui si basa ChatGPT di OpenAI. L’interazione avviene seguendo uno schema ben preciso: il robot cattura la voce degli interlocutori attraverso sensori e microfoni di cui dispone, ChatGPT elabora quanto detto e genera delle risposte che Pepper restituisce con tono e gestualità adatta al contesto. Il tutto avviene con un tablet posto difronte al robot per visualizzare le informazioni elaborate.
Pepper, il robot umanoide che è riuscito a parlare per la prima volta in assoluto grazie ai modelli di ChatGPT
L’interazione che ne risulta tra il robot di SoftBank e le persone difronte a lui appare sorprendentemente umana, a tal punto che in un sondaggio il 60% degli utenti ha valutato l’esperienza eccellente, il resto come buona. Lo scopo di progetti come questo è migliorare l’AI per renderla meno meccanica, più dinamica e coerente. Questo consente di renderla versatile e adatta ad applicazioni future nei negozi o in altri settori che presentano un sistema d’assistenza per i clienti. Può diventare un asset anche negli aeroporti, negli ospedali e in tanti altri ambienti pubblici. Un passo avanti nell’interazione uomo-macchina con potenziali applicazioni per la sanità, l’istruzione e l’intrattenimento.
Nonostante i progressi, presenta anche limitazioni – e forse è un bene affinché ci sia il tempo sufficiente per bilanciare al meglio l’introduzione dell’AI nel quotidiano. Tra i limiti del robot Pepper, si riscontrano delle difficoltà a riconoscere sempre al meglio contesto e voce rilevata. Inoltre, i rumori ambientati sono un altro fattore di disturbo. Anche la capacità di movimento del robot è ridotta, con la mimica facciale appare statica, nel complesso poco naturale. Ultima limitazione, ma non per importanza, quella legata alla privacy e alla sicurezza su cui ci sono ancora molti dubbi irrisolti. Tuttavia, progetti come Pepper e simili hanno uno scopo nobile ben preciso, che è importante portare avanti con la ricerca. Tom&Pepper Lab nasce, ad esempio, per fornire supporto cognitivo ad anziani e persone autistiche. In quest’ottica, l’accoppiata Pepper-ChatGPT rappresenta un salto in avanti importante per la robotica.

