Con l’introduzione della sua serie di veicoli elettrici in Francia, Polestar compie un passo fondamentale nella propria espansione internazionale. L’11 giugno 2025 segna infatti la data ufficiale in cui l’azienda ha aperto gli ordini per i suoi tre modelli attualmente in commercio. Ovvero Polestar2, 3 e 4. L’ingresso nel mercato francese porta il numero di Paesi coperti a 28, confermando così l’approccio globale del marchio svedese.
Design, performance e sostenibilità: la strategia di Polestar per il mercato francese
L’approdo in Francia non avviene attraverso metodi tradizionali. Polestar ha scelto un modello di vendita diretto al consumatore, privilegiando il contatto online tramite il proprio sito ufficiale. Accanto alla piattaforma digitale, verranno aperti anche diversi showroom fisici, chiamati “Polestar Space”. Tutti nati in collaborazione con selezionati partner della rete Volvo Cars. Il primo spazio aprirà le porte nel mese di luglio a Le Mans, città simbolo del motorsport, e altri fino a dieci saranno operativi entro la fine dell’anno.
Ma il debutto commerciale è solo una parte della strategia. Fin dal primo giorno, i clienti francesi potranno contare su una rete di assistenza già attiva, composta da oltre 100 centri di servizio sparsi sul territorio. Ciò consentirà a Polestar di offrire supporto preciso ed immediato, elemento chiave per fidelizzare nuovi acquirenti.
Come spiega il CEO Michael Lohscheller, la Francia è uno dei mercati europei più promettenti per i veicoli elettrici. In particolare grazie all’ aumento dell’ interesse verso la mobilità sostenibile. Il brand infatti, punta su un mix di performance elevate,estetica e impegno concreto verso l’ambiente. Il piano per il 2025 rappresenta però solo l’inizio. Nei prossimi anni sono previste ulteriori aperture, nuove collaborazioni locali e un ampliamento dell’offerta, con modelli futuri come Polestar 5, 6 e 7 già in fase di sviluppo. Insomma l’azienda ha obiettivi climatici molto ambiziosi. Entro il 2030 intende dimezzare le emissioni per veicolo e diventare completamente neutrale entro il 2040. Una strategia che ruota intorno a quattro pilastri, ossia Clima, Trasparenza, Circolarità e Inclusione.
