I file sugli Ufo del Pentagono sono tornati al centro della scena pubblica dopo che il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha pubblicato, l’8 maggio, una serie di documenti molto attesi che riguardano i cosiddetti fenomeni anomali non identificati (Uap). Il materiale comprende documenti appena desecretati, mai resi pubblici prima, e ha riacceso il dibattito su una domanda che accompagna l’umanità da decenni: siamo soli nell’universo? La risposta, almeno stando a quanto emerge da questi file, resta la stessa di sempre. Nessuna prova dell’esistenza degli alieni.
I materiali sono stati raccolti e pubblicati su un nuovo sito web dedicato. Si parla di circa 160 documenti tra video, immagini e scansioni di documenti storici legati ai programmi del governo statunitense dedicati agli Ufo, con file che risalgono addirittura agli anni Quaranta e al programma Apollo. Serviranno giorni per analizzare tutto nel dettaglio, ma alcuni elementi sono già venuti a galla.
Cosa contengono i nuovi file sugli Ufo
Tra gli avvistamenti più curiosi ci sono quelli di “sfere che lanciano sfere”, riportati da dipendenti federali americani nel 2023, e una “sfera di luce bianca deforme e irregolare” segnalata dall’esercito statunitense in Siria nel 2024. Poi c’è una raccolta di segnalazioni di Uap da parte di cittadini americani risalente alla fine degli anni Quaranta, con documenti scritti a mano o battuti a macchina. Fanno parte del pacchetto anche le testimonianze degli equipaggi delle missioni Apollo, compreso il racconto di un lampo di luce sulla superficie lunare durante la missione Apollo 17.
Alcune immagini mostrano una forma simile a un’ameba ripresa dal Comando degli Stati Uniti per l’Indo Pacifico nel 2024, un oggetto rotondo e luminoso filmato dal Comando centrale nello stesso anno, e luci non identificate immortalate in una fotografia scattata sulla Luna dall’equipaggio di Apollo 17. Materiale suggestivo, senza dubbio. Ma il governo degli Stati Uniti non ha mai sostenuto, né in passato né con questi nuovi file sugli Ufo, di aver individuato o incontrato forme di vita extraterrestre.
In una nota ufficiale, il Pentagono ha dichiarato che il presidente Donald Trump “è concentrato nel garantire la massima trasparenza al pubblico, che potrà farsi una propria idea sulle informazioni contenute in questi file”. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha aggiunto: “Per anni questi file sono rimasti fuori dalla portata del pubblico, alimentando speculazioni comprensibili. Ora è il momento che gli americani li vedano con i propri occhi”.
Tra trasparenza e scetticismo
Trump aveva preannunciato la pubblicazione dei file già a febbraio, con un post sul suo social Truth. Per la divulgazione, il Pentagono si è coordinato con la Casa Bianca, la direttrice dell’intelligence nazionale Tulsi Gabbard, il dipartimento dell’Energia, la Nasa e l’Fbi. In molti casi si tratta di materiale già disponibile al pubblico, anche se alcune versioni risultano più complete o con meno parti oscurate rispetto a quelle diffuse in precedenza.
I numeri dicono molto sulla percezione collettiva del fenomeno. Secondo YouGov, oltre il 60% degli americani ritiene che il governo stia nascondendo informazioni sugli Ufo, mentre per Gallup il 40% pensa che gli Uap abbiano probabilmente un’origine aliena. Il Congresso americano ha tenuto audizioni sulla possibile esistenza di un programma governativo finalizzato al recupero di tecnologie “non umane”, ma le prove continuano a mancare.
Foto non affidabili e documenti oscurati
Adam Frank, astrofisico dell’università di Rochester che studia la ricerca di vita aliena, ha commentato così: “Se si tratta soltanto di altre foto sfocate o di documenti pieni di parti oscurate e senza dettagli, allora siamo davanti alla stessa storia di sempre. Quello di cui abbiamo bisogno sono risultati scientifici concreti dalle indagini che avrebbero dovuto essere condotte se le affermazioni più straordinarie in circolazione fossero vere”. In una recente intervista con Stephen Colbert, l’ex presidente Barack Obama si è detto scettico circa l’esistenza di insabbiamenti governativi: se avessimo davvero trovato gli alieni, ha scherzato Obama, “un tizio a guardia della struttura si sarebbe fatto un selfie con l’alieno e lo avrebbe mandato alla sua ragazza”.
Anche alcuni membri dell’equipaggio di Artemis II hanno messo in dubbio l’idea di una vasta cospirazione governativa. Reid Wiseman, comandante della missione, ha detto: “Vi rendete conto che se trovassimo vita aliena, tornassimo sulla Terra e lo dicessimo pubblicamente, la Nasa non avrebbe mai più problemi di budget per il resto dell’eternità? Quindi fidatevi”. Victor Glover, il pilota della missione, ha aggiunto: “Perché dovremmo nascondervelo?”.
