
Phoenix 1
La navicella Phoenix 1, frutto del progetto europeo Phoenix, è pronta a effettuare il suo primo volo nell’atmosfera terrestre. Il lancio è previsto dalla base californiana di Vandenberg a bordo di un razzo Falcon 9 di SpaceX. Si tratta di un test cruciale per valutare la capacità del veicolo di resistere al rientro atmosferico, un passo fondamentale verso lo sviluppo di capsule spaziali riutilizzabili completamente europee.
Il progetto Phoenix è guidato dalla società tedesca SpaceTeam Aachen, in collaborazione con diversi istituti di ricerca e partner industriali. Il prototipo ha dimensioni compatte ed è pensato per missioni suborbitali, con l’obiettivo di diventare in futuro una piattaforma per il trasporto orbitale autonomo.
Il primo volo atmosferico per la navicella sviluppata in Europa si avvicina
Il prossimo lancio rappresenterà un banco di prova per la protezione termica della Phoenix 1. Dopo il rilascio ad alta quota dal razzo Falcon 9, la capsula inizierà una discesa controllata nell’atmosfera, simulando il rientro da un’orbita bassa. L’obiettivo è validare il comportamento aerodinamico e la resistenza del materiale ablativo in condizioni reali.
La missione non prevede equipaggio né carico utile scientifico. Tuttavia, i dati raccolti saranno essenziali per migliorare la progettazione di future navette, anche in vista di eventuali impieghi commerciali o scientifici. Il team prevede di effettuare più voli nei prossimi anni, aumentando gradualmente l’altitudine e la complessità del profilo di rientro.
Phoenix 1 è progettata con una struttura modulare e leggera, che consente un’alta flessibilità di configurazione. Il modulo principale ha un diametro di poco superiore al metro e una massa di circa 300 kg. Il design compatto la rende adatta al trasporto tramite razzi commerciali come il Falcon 9, ma anche per future missioni con veicoli europei.
La navicella utilizza una combinazione di materiali compositi e ceramici per la sua protezione termica. Secondo i progettisti, il sistema potrebbe essere adattato facilmente a missioni scientifiche, esperimenti in microgravità o test di rientro per carichi sensibili. La natura riutilizzabile del sistema permetterebbe un abbattimento dei costi rispetto ai sistemi monouso attualmente in uso.
Il programma Phoenix è stato avviato nel 2021 come iniziativa congiunta tra università, centri di ricerca e piccole e medie imprese europee. Il consorzio è guidato da SpaceTeam Aachen, una spin-off dell’università RWTH Aachen, con il supporto dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea) e dell’agenzia spaziale tedesca DLR.
Il team ha completato i primi test statici e simulazioni in galleria del vento. Il lancio di aprile sarà il primo test dinamico in ambiente reale. L’obiettivo a lungo termine è costruire una piattaforma indipendente per missioni spaziali europee, capace di competere con le capsule statunitensi e asiatiche nel settore della space economy emergente.
Dopo il volo iniziale, i responsabili del progetto puntano a una versione migliorata della capsula, dotata di sistemi di guida e controllo più sofisticati. Le evoluzioni successive potrebbero includere un modulo orbitale riutilizzabile per il trasporto di esperimenti scientifici verso la bassa orbita terrestre, in un’ottica di autonomia strategica europea nel settore spaziale.
Il contesto è particolarmente favorevole: la crescente domanda di accesso economico allo spazio spinge molte startup e agenzie a cercare soluzioni alternative ai lanciatori tradizionali. In questo scenario, una capsula europea leggera, economica e riutilizzabile potrebbe diventare un asset strategico.
