Apple si sta affermando anche come leader nella lotta al cambiamento climatico. Con l’obiettivo è raggiungere la neutralità carbonica entro il 2030. A tal proposito, l’azienda di Cupertino ha già superato una tappa fondamentale. Si tratta della riduzione del 60% delle proprie emissioni globali di gas serra. Ciò rispetto ai livelli del 2015. Un traguardo che sottolinea l’impegno di Apple verso un futuro più sostenibile. E mostra anche come tecnologia e responsabilità ambientale possano coesistere.
Apple: nuovi interventi sulla sostenibilità
L’Environmental Progress Report 2025 diffuso da Cupertino racconta una trasformazione profonda e sistemica. Si parte dall’impiego quasi totale di materiali riciclati nei propri dispositivi. Come il 99% di terre rare nei magneti e di cobalto riciclato nelle batterie. Passando anche alla crescente adozione di energie rinnovabili lungo tutta la catena di fornitura.
Ma l’impegno di Apple non si limita alla riduzione diretta delle emissioni. Oltre alla transizione energetica, l’azienda investe in soluzioni di compensazione di alta qualità. Ciò per affrontare quel 25% di emissioni che ancora non è possibile eliminare. La collaborazione con i fornitori è un altro pilastro chiave della strategia ambientale. Ad oggi, 26 fornitori di semiconduttori si sono impegnati in tal senso. Nello specifico, con lo scopo di ridurre di almeno il 90% le emissioni di F-GHGs (gas serra fluorurati ad alto impatto climatico) entro il 2030. L’effetto combinato di tali sforzi ha già comportato una riduzione di 8,4 milioni di tonnellate metriche di emissioni solo nel 2024.
Anche i nuovi prodotti Apple riflettono tale visione. Il MacBook Air, con oltre il 55% di materiali riciclati, e il Mac mini, primo Mac a impatto zero, rappresentano un’evoluzione concreta dell’ecodesign. L’azienda punta a un ciclo di vita dei prodotti sempre più circolare. Dove ogni materiale viene recuperato, riutilizzato e reintegrato. E non è tutto. L’impegno di Apple si concentra anche sull’acqua. L’azienda di Cupertino, dal 2013, ha risparmiato insieme ai suoi fornitori oltre 340 miliardi di litri di acqua dolce. Puntando alla piena reintegrazione delle risorse idriche in aree critiche entro il 2030.
