Thunderbird cambia pelle e lo fa con ambizione. Il celebre client open-source, a lungo considerato una soluzione per utenti esperti o nostalgici del software libero, ha deciso di uscire dalla sua nicchia. Il progetto guidato da Ryan Sipes ha annunciato una rivoluzione. Presto infatti sarà possibile ottenere un indirizzo email personalizzato con dominio “@thundermail.com”. Un cambiamento che segna così l’inizio di un’era in cui Thunderbird non sarà più solo un contenitore per account altrui, ma anche un fornitore diretto di servizi email.
Thunderbird: un progetto che ha radici più profonde
Accanto all’introduzione degli indirizzi, ci anche saranno altri strumenti per la produttività e la comunicazione. Dalla pianificazione di appuntamenti, alla condivisione di file, fino all’uso dell’intelligenza artificiale con “Thunderbird Assist”. L’obiettivo proposto infatti è quello di provare a costruire un pacchetto unico, integrato e completo. Sarà previsto anche un piano a pagamento, con funzionalità esclusive e indirizzi premium come “@tb.pro”, ma una versione gratuita resterà disponibile per tutti. Non esiste ancora una data ufficiale di lancio, poiché il progetto è ancora in fase di sviluppo. Quindi è probabile che ci sarà ancora da aspettare prima del debutto effettivo.
Tale cambiamento però non inizia dal nulla. Thunderbird ha alle spalle una storia lunga oltre vent’anni. Nato nel 2003 come spin-off del browser Firefox, il client fu inizialmente sviluppato da Mozilla, per poi essere affidato alla comunità nel 2012. Dopo anni di manutenzione lenta e graduale, nel 2020 è stato rilanciato grazie a MZLA Technologies, una complementare della MozillaFoundation. Da allora, il software ha ritrovato la sua strada, conquistando nuovi utenti grazie a una grafica rinnovata e versioni pensate anche per dispositivi mobili.
Ora però sembra ci sia un vero e proprio salto di qualità.
Thunderbird mira a diventare una piattaforma indipendente, completa, capace di reggere il confronto con colossi come Google e Microsoft. L’ azienda decide infatti di scommettere sulla trasparenza, sull’assenza di pubblicità e su una gestione etica dei dati. Ovviamente non sarà affatto semplice riuscire ad emergere in un settore come questo già dominato da giganti. Ma il progetto sembra avere finalmente la struttura e la visione per provarci.
