Con l’avanzamento della tecnologia si cerca sempre di più di portare nuovi aggiornamenti e migliorie ai vari assistenti vocali come successo anche con Siri. Quest’ultima si trasformerà in una versione molto più avanzata. A quanto pare però bisognerà aspettare un bel po’ per vedere in atto questi nuovi aggiornamenti.
Siri, un nuovo aggiornamento?
Visto le numerose promesse tramandate da Apple Intelligence riguardanti una Siri AI molto più naturale e intuitiva, i numerosi dipendenti pensano che si dovrà attendere fino al 2027 per poter vedere una versione di questa nuova tipologia.
Apple a quanto sembra prevederebbe di poter lanciare un aggiornamento legato a Siri che si basa su modelli di linguaggio di grandi dimensioni in iOS 18.5. Il nuovo assistente vocale dovrebbe fondere insieme i nuovi sistemi in una nuovissima architettura, che sia capace si gestire richieste semplici e richieste avanzate basate sull’intelligenza artificiale presentata da Apple stessa.
Le funzionalità avanzate dovrebbero permettere a Siri di poter condurre operazioni su svariate applicazioni, utilizzando anche contesti come i dettagli personali e contenuti sullo schermo. Apple, aveva programmato di introdurre questa nuova architettura combinata in iOS 19.4, ma il progetto risulta essere tutt’ora in ritardo.
Spostandoci su Amazon, anche quest’ultimo ha affrontato difficoltà molto simili, con il nuovo aggiornamento ad Alexa. Da quanto comunicato da Panos Pany, responsabile di Devices and Services di Amazon stessa, il nuovissimo sistema di Alexa Plus ha richiesto una nuova “riarchitettura.
Apple sembra seguire la stessa identica strada, ma con delle sfide aggiuntive. Da quanto comunicato da Gurman, i membri interni del dipartimento AI riguardanti anche Siri, affermano che i loro modelli raggiungono attualmente i loro limiti. Mentre la stessa azienda si ritrova in difficoltà per trovare l’hardware necessario per conseguire l’addestramento dei modelli AI. Oltre a questo il dipartimento risente molto gli effetti di una leadership inefficace e del trasferimento di numerosi dipendenti verso aziende avversarie.
