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Le celle 4680 di Tesla: il sogno di Musk in pericolo?

scritto da Margherita Zichella 24/07/2024 0 commenti 1 Minuti lettura
Il sogno di Elon Musk di rinnovare le sue celle per batterie delle auto elettriche potrebbe svanire nel nulla, ma non tutto è perduto.
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Gli appassionati Tesla ricorderanno ancora oggi cos’è successo a settembre 2020: Elon Musk ha tenuto il Tesla Battery Day, evento durante il quale il CEO ha svelato al mondo le innovative celle 4680 che avrebbero dovuto rivoluzionare il settore delle batterie. Tuttavia, il sogno di Musk potrebbe ora infrangersi.

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Il problema delle celle 4680

Attualmente, le batterie Tesla più diffuse utilizzano celle 2170, il cui numero indica il diametro di 21 mm e l’altezza di 71 mm. Le nuove celle 4680, con dimensioni di 46 mm di diametro e 80 mm di altezza, promettono una maggiore densità, potenza e una migliore gestione termica, prolungando così la durata della batteria. Sebbene non si tratti della tanto attesa batteria allo stato solido, questa variante agli ioni di litio rappresenta comunque un notevole passo avanti, anche se accompagnato da molte difficoltà.

Tesla ha impiegato circa tre anni per produrre su larga scala le celle 4680, raggiungendo solo nel 2024 una quota sufficiente per costruire 1.000 Cybertruck a settimana, al momento l’unico veicolo a montare queste celle. Tuttavia, i problemi per Tesla non sono finiti.

Un recente report di The Information rivela che Elon Musk ha imposto una nuova scadenza ai suoi ingegneri: entro la fine dell’anno devono risolvere un “problema urgente” legato alle 4680. Si parla di due principali criticità: la minore affidabilità nel tempo rispetto alle celle 2170 e la complessità della produzione di massa. Se Musk non riuscisse a risolvere questi problemi, le celle 4680 difficilmente potrebbero affermarsi sul mercato di massa.

La questione ruota attorno al rivestimento solido del catodo, che nelle altre batterie è liquido. Il metodo di Tesla avrebbe dovuto ridurre i costi di produzione e migliorare le prestazioni, ma finora i progressi sono stati limitati agli anodi. Con una produzione attuale sufficiente solo per 4.000 Cybertruck al mese, è difficile immaginare come Tesla possa fornire batterie alle circa 400.000 auto che produce ogni trimestre. Tra difficoltà produttive e costi ancora troppo elevati, le celle 4680 rischiano di andare in pensione prima di affermarsi sul mercato.

 

Ancora qualche speranza all’orizzonte

Mentre The Information dipinge un quadro fosco, dalla Cina arriva un report opposto: la Gigafactory Tesla di Shanghai sarebbe pronta a impiegare le celle 4680 per le auto costruite in loco, inclusa la Tesla Model 3 destinata all’Italia. Solo il tempo dirà quale delle due versioni sarà corretta. Intanto, anche Panasonic, che ha accettato la sfida di produrre le 4680, ha confermato le difficoltà legate alla loro produzione, con il capo dell’operazione, Yasuaki Takamoto, che ha sottolineato come richiedano un alto grado di maestria per evitare problemi di sicurezza.

4680cellemuskPanasonictesla
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Margherita Zichella
Margherita Zichella

Nata a Roma l'11 aprile del 1983, diplomata in arte e da sempre in bilico tra comunicazione scritta e visiva.

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