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Google ha promesso di sborsare 118 milioni per risolvere un’azione collettiva durata anni per discriminazione di genere: secondo l’accusa la società paga ingiustamente più gli uomini che le donne.

Il caso, avviato nel 2017, è stato guidato da tre donne, Kelly Ellis, Holly Pease e Kelli Wisuri che hanno presentato una denuncia sostenendo che il gigante della ricerca assume le donne pagandole di meno rispetto agli uomini nonostante abbiano le stesse qualifiche. È stato affermato che anche il personale femminile ha meno probabilità di essere promosso.

La discriminazione di genere esiste anche all’interno dello stesso livello lavorativo, afferma la denuncia. Google è stato accusato di pagare le donne meno delle loro controparti maschili nonostante facessero lo stesso lavoro. La causa è stata successivamente trasformata in azione collettiva quando una quarta donna, Heidi Lamar, si è unita come querelante. Si dice che l’accusa riguardi più di 15.000 persone.

Anche Holly Ellis è entrata a far parte di Google nel 2010 come sviluppatrice di software frontend ed ingegnere di livello tre, un livello per coloro che sono considerati all’inizio della carriera. Ha affermato che un collega maschio con un background simile si è unito alla compagnia ed è stato inserito al livello quattro. Quando ha chiesto una promozione, è stata negata. Ha lasciato Google nel 2014.

Una causa che abbraccia più aree

Pease ha avuto una lunga carriera in Google, durata oltre un decennio. Ha ricoperto diverse posizioni a livello di manager, in aree come ingegneria delle reti aziendali e l’integrazione dei sistemi aziendali. Tuttavia, i suoi capi le hanno detto che “mancava di capacità tecniche“.

In Google, le persone non tecniche sono generalmente pagate meno di quelle con ruoli tecnici. Pease ha sostenuto che avrebbe dovuto essere considerata un’operaia tecnica, data la sua esperienza e capacità.

Anche Lamar si è unita alla causa quando ha scoperto che quasi tutti gli uomini venivano pagati più delle donne come insegnanti di scuola materna presso il Centro per l’infanzia di Google a Palo Alto. Aveva intentato una causa contro la società prima che le cause fossero fuse in una sola.

Ora, Google ha accettato di pagare queste donne e circa 15.500 altri dipendenti che detenevano 236 diversi titoli di lavoro sborsando circa 118 milioni, meno gli onorari degli avvocati e altre spese legali, per risolvere le affermazioni di violazione delle leggi della California relative alla parità di retribuzione, concorrenza sleale, e codici delle imprese e delle professioni.

FONTEtheregister.com
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