Il sogno dell’uomo è di poter colonizzare la luna, ma un passaggio importante per sostentare i coloni è proprio poter coltivare per alimentarsi.

Coltivare sulla Luna: Test sui reperti delle missioni Apollo

Un gruppo di ricercatori, guidato dalla biologa molecolare Anna-Lisa Paul ha pubblicato un articolo sul Communications Biology, su come coltivare sulla nostra Luna.

Dopo 11 lunghi anni di richieste e fogli in carta bollata, la NASA ha concesso una piccola quantità di terriccio lunare, la regolite, così da poter realizzare l’esperimento.

I campioni forniti sono quelli provenienti delle missioni spaziali Apollo, per la precisione 11,12 e 17.

Le missioni essendosi svolte su diversi luoghi nella Luna, hanno quindi dato diversi gradi di compatibilità con i semi terrestri. Questo è dovuto al fatto che la luna, priva di atmosfera è esposta da miliardi di anni a radiazioni e vento solare così come appunto i campioni raccolti, ma a seconda della profondità di raccolta possono essere più adatti.

L’arabetta comune è la specie vegetale selezionata per l’esperimento, una piccola pianta annuale o biennale della famiglia delle Brassicaceae, parente di broccoli e cavolfiori.

I piccoli semini sono stati impiantati in un alloggio della dimensione di un ditale da cucito, circa 12,5 mm, organizzando un campione per ogni missione più una controparte terrestre con cenere vulcanica ed altri minerali terrestri per imitare il terreno lunare.

Il risultato è interessante, nonché degno di nota, in tutti i vasi sono spuntati i germogli! Tuttavia le piccole piante hanno mostrato segni di sofferenza e addirittura macchie rossa sintomo di forte stress. L’inospitale terriccio vulcanico terrestre ha invece avuto risultati decisamente migliori, confermando che si, è possibile coltivare sulla Luna, ma le piante preferiscono di gran lunga la nostra terra.

 

Mirko Pili
Autore Tecnoandroid con la passione per l'informatica. Ragioniere e perito commerciale mi occupo di Trading e commercio online.