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CK Hutchison, la holding di Hong Kong azionista unica di WindTre, ha reso noti i risultati finanziari aggiornati del Gruppo e dell’operatore italiano, al secondo trimestre dell’anno.

In primo luogo, CK Hutchison ha ricordato di aver perfezionato la vendita delle torri di WindTre in Italia, che ha permesso al Gruppo di ridurre il debito. Nonostante ciò, i dati italiani continuano a pesare sull’andamento del Gruppo 3 in Europa. Scopriamo per quale motivo.

 

WindTre, i dati italiani preoccupano l’operatore

Nell’ultimo anno la customer base complessiva a livello di Gruppo è scesa del -2% principalmente a causa del calo di WindTre. I dati si sono riflessi anche in un EBITDA in calo del -5% anno su anno, solo in parte compensato dalla riduzione delle spese operative. Concentrando l’analisi esclusivamente su WindTre e dunque sul mercato italiano, stando a quanto riportato i ricavi totali del Gruppo al primo semestre del 2021 sono stati pari a 2,085 miliardi di euro, in calo del -10% rispetto all’anno scorso.

Anche l’EBITDA si è contratto sensibilmente passando a 892 milioni di euro (-7%) mentre le spese operative hanno subito una discreta contrazione a 650 milioni di euro, rispetto ai 747 milioni dell’anno precedente. In termini di clienti, la customer base complessiva registrata è di 21 milioni di clienti, in calo di 1,5 milioni rispetto al primo semestre del 2020. La base clienti attiva è invece pari a 19,2 milioni di utenti, contro i 20,3 milioni dell’anno precedente. Si tratta del 91% della base clienti complessiva.

Quelli sopra indicati sono i clienti di rete mobile, a cui si aggiungono 2,9 milioni di linee fisse. Nessun riferimento, invece, a Very Mobile. Un altro dato che viene esposto da WindTre è rappresentato dall’ARPU medio, vale a dire dai ricavi medi mensili per singolo cliente, che è pari in media a 11,58 euro al secondo trimestre del 2021 (in calo del -1% anno su anno). Nello specifico, l’ARPU prepagato è di 10,62 euro e quello in abbonamento è di 12,57 euro.