California

In questi giorni sentiamo spesso parlare delle varianti del nuovo coronavirus isolate in vari Paesi del mondo: dall’Inghilterra al Sudafrica fino al Brasile. Oggi, però, a queste tre varianti di questo temibile nemico invisibile se ne aggiunge un’altra, isolata per la prima volta in California.

Stiamo parlando della variante del SARS-CoV-2 identificata con il nome L452R che, secondo quanto riportato sulle pagine del The New York Times sarebbe in circolazione da Dicembre 2019 e identificata, per la prima volta in Danimarca, nel Marzo 2020. L’analisi delle sequenze genetiche, eseguita da ricercatori dell’Università della California a San Francisco, ha indicato che dal dicembre scorso la diffusione della nuova variante è aumentata dal 3,8% al 25,2%. Gli scienziati hanno notato l’esistenza di questa variante californiana del nuovo coronavirus dopo aver preso in esame alcuni casi della variante inglese registrati recentemente in California.

L’analisi che ha permesso di identificare questa nuova variante del virus è stata condotta su un piccolo campione. Però ci sono segnali che indicherebbero che la variante potrebbe essere altamente trasmissibile. Ancora oggi, sulla variante L452R sono in corso ulteriori analisi per verificare se sia in grado di sfuggire agli anticorpi e rendere i vaccini meno efficaci. La California, dunque, è un altro Paese del mondo dal quale una nuova “versione” del coronavirus ha fatto capolino. Siamo di fronte ad uno scenario che si presenta sempre più difficile da contenere e, pertanto, è necessario che ognuno di noi rispetti le norme anti-COVID così da impedire al virus di circolare, di mutare e, dunque, di dare origini a varianti sempre nuove e potenzialmente più pericolose che potrebbero vanificare l’efficacia delle preparazioni vaccinali.