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Google lo conosciamo bene, è il motore di ricerca attualmente più utilizzato in tutto il pianeta, esso vanta una platea di contenuti a dir poco mostruosa, senza tener conto che al suo interno offre innumerevoli servizi che col tempo hanno creato un vero e proprio ecosistema made in Mountain View che ha reso ogni utente parte integrante di un qualcosa che va ben oltre il semplice internet.

Ovviamente una bella fetta delle risorse dei server Google è dedicata all’informazione, infatti tramite il motore di ricerca si possono trovare numerose fonti di informazioni di ogni tipo, da quelle di cronaca a quelle scientifiche, cosa che rende il motore di ricerca un grande trampolino verso la conoscenza, il tutto se ovviamente usato con giudizio.

Australia controtendenza

L’Australia ha recentemente approvato una legge che obbligherà Google a pagare i suoi media per poter pubblicare contenuti di informazione da essi offerti, si tratta della prima iniziativa ad hoc per tutelare il giornalismo indipendente, una sorta di pietra miliare in questa epoca così connessa e digitalizzata, ad esserne interessata probabilmente sarà anche Facebook.

Secondo le ultime, le aziende Big Tech dovranno concordare il pagamento dei contenuti che appaiono sulle loro piattaforme con editori ed emittenti locali, accordo che in caso di difficile raggiungimento, verrà sancito da un arbitro designato appositamente dalla giurisdizione australiana.

Si tratta dunque della prima legge di questo tipo al mondo, un’iniziativa per aumentare gli introiti visto l’enorme attenzione mediatica che l’Australia spesso attira su di se, la legislazione si impegnerà per il rispetto di queste nuove norme a tutela del giornalismo.