chernobyl sub scomparsi

Il disastro di Chernobyl è un capitolo della storia moderna che rimarrà per sempre nelle menti degli esseri umani, una ferita provocata dall’insensatezza umana nel voler controllare processi fisici troppo instabili come la fissione nucleare. Eppure tra storie, misteri e verità mai confermate attorno alla fusione del nocciolo della centrale nucleare, dal 1986 ad oggi è stato risolto un caso.

Parliamo di una storia che coinvolge tre sub che furono mandati in immersione all’interno delle vasche di sicurezza attorno al nocciolo pochi giorni dopo la prima esplosione radioattiva. I tre eroi riuscirono ad aprire delle valvole per fare defluire le acque contaminate ed evitarono un secondo disastro.

 

Chernobyl: dopo le riprese dei droni arriva il giallo dei sub resuscitati

Dopo l’evento, tutti credevano che i tre sommozzatori siano morti poco dopo o, comunque, che non siano sopravvissuti. Invece Alexei Ananenko, Valeriy Bezpalov e Boris Baranov in realtà sono ancora vivi, nonostante un grande mistero avvolgesse la loro vicenda nel mito. La notizia è stata divulgata al mondo da Andrew Leatherbarrow, autore del libro-inchiestaChernobyl 01:23:40″ frutto del suo viaggio avventuroso alla ricerca della verità nelle lande desolate di Chernobyl.

In un’intervista Leatherbarrow ha raccontato:io non ne ho mai trovato conferma in nessuno dei testi analizzati della loro morte. Per questo ho continuato a cercare. Mi sono imbattuto in un annuncio di morte per infarto di Boris Baranov datato 2005, poi ho scoperto che gli altri due erano ancora vivi. Nel marzo 2016 sono riuscito a contattare Alexei Ananenko. Non era molto turbato dall’essere stato ritenuto morto ormai da trent’anni. Ho deciso di raccontare la loro vera storia: era troppo importante.”

Il tutto ha beneficiato anche della cassa di risonanza data dalla serie tv omonima, la quale in qualche modo ha spinto Ananenko ad uscire dall’anonimato rilasciando qualche intervista.