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Le consegne con droni entrano in una fase nuova grazie all’accordo tra Uber e Zipline, due nomi che finora avevano corso su binari separati e che ora puntano a un obiettivo dichiarato piuttosto ambizioso: un milione di consegne aeree al giorno entro la fine del 2029. Non è una cifra buttata lì per fare colpo, è il traguardo messo nero su bianco dalla stessa Uber, che ha anche annunciato un investimento strategico nella società di droni senza però rendere pubbliche le cifre dell’operazione. Il primo passo arriverà entro quest’anno, con i debutti operativi previsti nei mercati statunitensi dove Zipline è già presente. Si parte da Pea Ridge, in Arkansas, e dall’area metropolitana di Dallas Fort Worth, due zone in cui l’azienda ha già costruito l’infrastruttura necessaria per far volare i suoi velivoli senza pilota. Da lì l’espansione dovrebbe allargarsi a decine di altre città, un ritmo di crescita che spiega bene perché quel milione di consegne quotidiane venga considerato raggiungibile in poco più di tre anni.
Come funzionerà l’incastro tra Uber Eats e i droni di Zipline
La logica dell’accordo è tutto sommato semplice: da un lato c’è la rete di Uber Eats, con milioni di ordini che passano ogni giorno attraverso l’app, dall’altro una flotta di droni già rodata su scala industriale. Zipline non è una startup che deve ancora dimostrare qualcosa, ha superato i 2,7 milioni di consegne complessive, spaziando dai prodotti sanitari al cibo. È un curriculum che pesa, soprattutto in un settore dove le sperimentazioni annunciate in grande stile e poi silenziosamente archiviate non si contano.
Prima di sedersi al tavolo con Uber, l’azienda aveva già lavorato con Walmart e Chipotle per consegne alimentari e retail. Due collaborazioni che le hanno permesso di capire cosa significhi gestire volumi reali, con clienti reali che si aspettano il pranzo caldo e non un esperimento tecnologico.
La corsa con DoorDash e Wing è già iniziata
Per Uber non si tratta del primo affondo in questo campo. Nel 2025 era arrivata la partnership con Flytrex, sempre per la componente Uber Eats, mentre sul fronte della mobilità l’azienda ha stretto accordi con Lucid e Momenta per portare avanti i suoi progetti di robotaxi e servizi di trasporto autonomo. Un quadro che racconta una strategia piuttosto chiara, quella di presidiare ogni tecnologia che possa togliere il conducente dall’equazione, sia che si tratti di persone da spostare o di sacchetti da recapitare.
Il problema, per Uber, è che qualcuno si è mosso prima. DoorDash e Wing hanno avviato la loro collaborazione sulle consegne aeree nel 2022 e di recente hanno allargato il perimetro del servizio all’area metropolitana di Atlanta. Significa quattro anni di vantaggio accumulato, dati raccolti, procedure affinate, rapporti con le autorità già impostati. Lo scontro tra i due schieramenti sarà diretto, sugli stessi mercati e con la stessa promessa: portare il cibo a domicilio in tempi che nessun fattorino su due ruote può garantire.
Resta il fatto che il numero indicato da Uber, un milione di consegne al giorno, rappresenterebbe un salto enorme rispetto a qualsiasi cosa vista finora nel comparto. Zipline ha impiegato anni per arrivare a 2,7 milioni di consegne totali, quindi l’obiettivo implica una moltiplicazione dei volumi che passa necessariamente attraverso l’apertura di decine di nuovi hub e una macchina logistica ben più densa di quella attuale. Le prime consegne dei droni Zipline per gli ordini Uber Eats partiranno nel corso di quest’anno.










